giovedì 17 settembre 2009

IL CINEMA CENTRALE CHIUDE!!!

Appello del Circolo del Cinema di Lucca agli Enti Locali, alle associazioni cinematografiche e non, ai cinefili di ogni ordine e grado, affinché non venga chiuso il Cinema Centrale di Lucca.

Innanzitutto per una ragione generale: il Centrale non è soltanto una sala commerciale come è giusto che sia, ma nella sua storia ha esercitato e continua ad esercitare un ruolo di primissimo piano come servizio culturale a Lucca, come nessun'alra sala. Basta considerare l'esperienza straordinaria del cinema d'essai, l'Estate Cinema, Lucca Animation, LuccaFilmFestival, le proiezioni per le scuole, gli incontri con gli autori. Dal Centrale sono passati Nanni Moretti, Valeria Golino, Paolo Benvenuti, Diego Abatantuono, Daniele Luchetti, Citto Maselli, solo per citarne alcuni.

Ed è grazie al Centrale che il Circolo del Cinema da oltre 30 anni proietta i suoi cicli, le sue rassegne, promuove i suoi incontri; attività che hanno consentito a migliaia di soci di vedere film altrimenti "invisibili" e di ri-vedere i grandi classici.

In una parola il Cinema Centrale è un bene pubblico della città e sarebbe delittuoso farlo morire.

Chiediamo pertanto al Comune, alla Provincia, alla Regione, al consiglio di Circoscrizione di intervenire urgentemente per far sì, quantomeno, che la sentenza (ai nostri occhi incredibile) sia eventualmente esecutiva solo dopo l'appello del 18/11/2011.

Se questo non dovesse succedere invitiamo tutti lunedì 28 settembre ad un grande sit-in di protesta che dal Cinema Centrale invada cinematograficamente l'intera Piazza Cittadella.

Sign for Contro la chiusura del Cinema Centrale a Lucca

giovedì 3 settembre 2009

Si riparte!!! Ecco il nuovo programma del Circolo del Cinema

Il Circolo del Cinema inizia la stagione cinematografica n. 62 con una rassegna di grande interesse a San Micheletto e un ciclo di film al Centrale di registi-interpreti del nostro prossimo futuro. La rassegna "Pagine Nascoste" ci viene direttamente da Mantova. Lì ogni settembre, a cura di Sergio Fant e Stefano Campanoni, per il Festivaleletteratura, il primo e più importante dei festival letterari italiani, si raccolgono i migliori documentari d'autore selezionati dai più prestigiosi festival internazionali, su quanto abbia a che vedere con i libri, gli scrittori e la scrittura. Quattro di questi film saranno proposti ai nostri soci, ognuno introdotto e discusso da "conoscitori" delle tematiche affrontate. Ad ottobre al Centrale inizierà il primo ciclo della stagione "Film invisibili", ossia quei film, che la stragrande maggioranza del pubblico cinematografico mai vedrà, mentre invece hanno tutte le carte in regola per appassionare, coinvolgere, interrogare.


Il programma completo:

mercoledì 9 settembre 2009 ore 21.30
Complesso San Micheletto
1000 JOURNALS
Andrea Kreuzhage | Germania/USA, 2007, 88′ | Anteprima italiana
Interverrà Stefano Giuntini, direttore de "Lo schermo".
Nell’estate del 2000 “Someguy”, anonimo nome d’arte di un artista di San Francisco, cominciò ad abbandonare in città dozzine di diari, pronti a raccogliere racconti, poesie, collage e disegni di chiunque li avesse trovati. Altri diari, fino a un totale di mille, vennero messi a disposizione di chiunque li richiedesse tramite internet, con l’obbligo di passarli o abbandonarli a loro volta, per farli viaggiare in tutto il mondo come moderni messaggi in bottiglia..
1000 JOURNALS è la storia di questo appassionante progetto, tuttora in corso, il tentativo di ripercorrere le tracce di alcuni dei diari per incontrare i loro molteplici autori.


mercoledì 16 settembre 2009 ore 21.30
Complesso San Micheletto
SHADOWS OF THE HOLY BOOK
di Arto Halonen | Finlandia, 2007, 90′ | Anteprima italiana
Perché mai alcune delle più potenti multinazionali del mondo si stanno dando così da fare per tradurre il Ruhnama, l’assurdo libro propagandistico del presidente-dittatore turkmeno Saparmurat Niyazov? C’entra forse il fatto che l’ex-repubblica sovietica sia uno dei paesi più ricchi al mondo di risorse naturali? Quando i libri sembrano avere ormai sempre meno potere o influenza sulla nostra realtà, eccone purtroppo uno che arriva da molto lontano per dimostrarci il contrario. A metà tra un’inchiesta d’assalto alla Michael Moore e un viaggio ai confini del mondo (e dell’economia globalizzata), Shadow of the Holy Book è allo stesso tempo l’incredibile storia di un libro e la denuncia dei crimini e delle follie di una dittatura.


merciledì 23 settembre 2009 ore 21.30
Complesso San Micheletto
DANTE'S INFERNO
di Sean Meredith | USA , 2007, 77’ | Anteprima italiana
Il capolavoro dantesco così non l’ha mai raccontato o mostrato nessuno. Realizzato in collaborazione con l’illustratore Sandow Birk, il film utilizza una tecnica elementare ma originalissima: i personaggi e gli scenari disegnati da Birk sono stati ritagliati e animati come in un surreale teatrino di marionette, una “graphic novel” animata non da effetti speciali ma dalla maestria artigianale di pupari underground. Ambientato in una oscura città contemporanea, rispettando la struttura dei canti ma adattando l’atteggiamento e il linguaggio dei protagonisti (molto più simile ad uno slang metropolitano) e, con una buona dose di ironia, la tipologia dei gironi (inserendo moderni peccatori di frodi fiscali, guerre “intelligenti” e menzogne massmediatiche), il film è un aggiornamento satirico dell’Inferno, un devoto tradimento dell’originale che ne fa riscoprire l’attualità.


30 settembre 2009 ore 21.30
Complesso San Micheletto
ANNA, SEVEN YEARS ON THE FRONTLINE
di Masha Novikova | Olanda/Russia, 2008, 80′
Interverrà Pia Pera, scrittrice.
Un documentario su Anna Politkovskaya, sui suoi ultimi sette anni passati in prima linea nella battaglia giornalistica per la verità e la giustizia, contro il governo di Vladimir Putin, costantemente rischiando in prima persona fino a restare vittima di un omicidio, il 7 ottobre 2006.
Per capire e raccontare la figura, il lavoro, il coraggio e le paure della Politkovskaya il film ripercorre, accompagnato da sue interviste raccolte negli anni, l’impegno contro la guerra russa in Cecenia, segnata dall’assedio al teatro Dubrovka nel 2002 e dal massacro di Beslan nel 2004. Incontriamo altre donne che continuano a lottare seguendo il suo esempio, troppo sole adesso che anche Anna le ha abbandonate.


Giovedì 1 ottobre 2009
Cinema Centrale
LEZIONI D'AMORE
di Isabel Coixet. Con Penelope Cruz, Ben Kingsley, Dennis Hopper, Patricia Clarkson, Peter Sarsgaard. USA 2008. Durata 106 min.
David è un affascinante ultracinquantenne con una cattedra universitaria e la passione delle avventure facili. Sono tante le belle ragazze che frequentano il suo corso di critica letteraria, ma un giorno entra in aula Consuela Castillo, una splendida studentessa cubana poco più che ventenne, e tutto nella sua vita cambia radicalmente. Capelli scuri, sguardo conturbante Consuela attira le sue attenzioni come un'opera d'arte e la voglia di possederla diviene per David quasi un'ossessione…
Una convincente Penelope Cruz 'oggetto del desiderio' dell'affascinante e ben più maturo Ben Kingsley in questo Lezioni d'amore, il nuovo film della regista catalana Isabel Coixet, che si è messa duramente alla prova con la trasposizione del romanzo breve del grande Philip Roth, "L'animale morente"....


Giovedì 8 ottobre 2009 ore 21.30
Cinema Centrale
TEZA
di Hailè Gerima. Con Aron Arefe, Abiye Tedla, Takelech Beyene, Teje Tesfahun, Nebiyu Baye. Etiopia, Germania, Francia 2008. dur: 138'.
Premiato alla Mostra di Venezia, il magnifico epico film di Haile Gerima ci istruisce con passione sulla storia dell' Etiopia, riassumendo quasi omericamente i fatti in un unico personaggio, Anberber, che torna nella patria lasciata ai tempi di Selassié. È andato in Germania a studiare e a subire la violenza nazista. E gli avvenimenti rimbalzano su quelli europei non così dissimili: la violenza è il massimo comun divisore. Il Paese raccontato con stile da kolossal con anima e ragione. Memoria, storia, politica, ma anche una capacità unica di creare Cinema. Uno dei film più belli degli ultimi tempi, uno dei capolavori di sempre del cinema africano, un film che chi riesce a vedere non dimentica.


Giovedì 15 ottobre 2009 ore 21.30
Cinema Centrale
RIUNIONE DI FAMIGLIA
di Thomas Vinterberg. Con Oliver Mølller Knauer, Ronja Mannov Olesen, Helene Reingaard Neumann, Thomas Bo Larsen. Danimarca 2007. Durata: 96 Min
In una piccola cittadina danese sono tutti in subbuglio: a giorni si celebreranno i 750 anni della nascita della città e il famoso cantante d’opera Karl Kristian Schmidt, nato e cresciuto lì, torna a casa per l’occasione. In un concitato clima d’operetta fervono i preparativi di tutti gli abitanti: tra i partecipanti c’è anche il giovane cuoco Sebastian, destinato a breve a convolare a nozze. A mettersi di traverso, tuttavia, è un’amica d’infanzia di cui il ragazzo si riscopre perdutamente innamorato. Ma un altro bruciante segreto sta per essere rivelato dopo tanti anni...
L’acclamato regista di Festen torna a raccontare un avvincente intrigo familiare, stavolta con i toni e il ritmo di una commedia degli equivoci, ricca di colpi di scena e interpretata da un cast perfetto.


22 ottobre 2009 ore 21.30
Cinema Centrale
LA CASA SULLE NUVOLE
di Claudio Giovannesi.
Con Adriano Giannini, Emanuele Bosi, Emilio Bonucci, Faten Ben Haj Hassen, Paolo Sassanelli.
Italia 2008. - Dur: 96'.
La storia è quella di due fratelli, uno trentenne e l' altro ventenne, uno torvo e l' altro fiducioso, uno allevatore di cani e l' altro musicista, che vanno a ripescare in Marocco il padre scomparso da anni, un artista affarista con cui i due ragazzi si confrontano e si scontrano... Sul tema «alla Salvatores» del viaggio, dell' iniziazione, road movie con tè nel deserto, il film di Claudio Giovannesi ha una buona intelaiatura drammatica, un piglio inedito nel rapporto fratellesco. Come nelle opere giovanili più audaci, conta soprattutto il tono, l' atmosfera. Che c' è. Suggerita evitando troppe spiegazioni, evocata da un dettaglio. Ma senza che il film si smarrisca. Con originalità.Cast molto buono.

giovedì 29 0ttobre 2009 ore 21.30
Cinema Centrale
SETTIMO CIELO
di Andreas Dresen. Con Ursula Werner, Horst Rehberg, Horst Westphal, Steffi Kühnert. Germania 2008. Durata: 98 Min.
Inge è una donna che ha superato i sessant’anni, sposata da trenta con Werner e innamorata di suo marito. Ma quando incontra il settantaseienne Karl è subito passione. Ritrova gli sguardi d’intesa, l’attrazione fisica, una vita sessuale ormai dimenticata. Improvvisamente si sente di nuovo giovane...
Premiato a Cannes nel 2008 nella sezione Un certain regard, Settimo cielo rappresenta con grande naturalezza e senza reticenze realistiche scene di sesso di corpi non più govani e attraenti come siamo abituati a vedere. Non che si tratti di film voyeristico, tutt'altro. Settimo cielo è rigoroso e coinvolgente, uno di quelle pellicole che stimolano dibattiti a fine proiezione. Luce naturale, totale assenza di musica, camera fissa o a spalla, interpreti di grande efficacia.

Per maggiori informazioni www.circolocinemalucca.it

lunedì 8 giugno 2009

La proiezione speciale di "Antichrist" di Lars Von Trier conclude la stagione 2008/2009 del Circolo del Cinema


L'ultimo controverso film di Lars Von Trier, Antichrist, uscirà in primissima visione in una serata unica al Cinema Centrale grazie alla programmazione del Circolo del Cinema di Lucca.

La pellicola, vincitrice al recente Festival di Cannes, della Palma d'Oro alla miglior attrice protagonista, verrà presentata in esclusiva giovedì 11 giugno alle ore 21.30 presso il Cinema Centrale come serata conclusiva della programmazione 2008/2009 del Circolo del Cinema che ha presentato da settembre 2008 ad oggi, nelle sole serate di lunedì e giovedì 62 prime visioni, film rieditati, visioni esclusive, pellicole della storia del cinema, opere di grandi autori.

Di seguito una breve recensione sul film di Giancarlo Zappoli tratta da MyMovies.it:

«Un uomo, una donna. Un marito e una moglie che fanno l'amore con grande trasporto. Nel frattempo il loro bambino esce dal box in cui dormiva, si arrampica sulla finestra per guardare affascinato la neve che cade e precipita morendo. La donna a distanza di un mese non riesce a riprendersi e il marito, che è anche uno psicoterapeuta, decide di curarla anche se i protocolli della professione non lo consentirebbero. Inizia così un percorso che condurrà entrambi in una casa nel bosco dove la tragedia è in agguato.
"Lascia ch'io pianga/ mia cruda sorte/ e che sospiri la libertà" È con questi versi di Handel che si apre e chiude quello che Lars Von Trier afferma essere il più importante film di tutta la sua carriera. Noi diremmo di più: si tratta del film in cui il regista danese gioca finalmente con se stesso a carte totalmente scoperte. Ciò che veramente pensa delle complesse e comunque misteriose dinamiche che stanno alla base del rapporto uomo/donna viene finalmente depurato dalle tematiche sociali che in tutti gli altri film (perlomeno a partire da Europa) tentavano, invero senza riuscirci del tutto, di occultarlo. È nudo Von Trier questa volta. Non si limita a portare i suoi due attori all'estremo con scene che faranno abbassare lo sguardo a più di uno spettatore ma va oltre.
L'idea del film nasce da un lungo periodo di depressione e finisce con il costituire una sorta di tentativo di terapia su grande schermo. I detrattori del regista danese hanno ora una freccia in più al loro arco la cui punta è stata opportunamente avvelenata dallo stesso Von Trier. Perchè questo è senza dubbio il suo film più squilibrato e al contempo più ambiguamente sincero. L'ossimoro è funzionale all'intera filmografia del regista ma torna ad esserlo, con maggior forza, anche in questa occasione. Perchè qui viene portato all'ennesima potenza il terrore che Von Trier prova verso il femminile anche se poi tenta di occultarlo con la pretesa di aver mostrato un maschio che pretende di porre sotto totale controllo la propria compagna subendone le conseguenze. La Natura (vedi caso nome femminile al punto che la si definisce solitamente Madre) è nella sua visione una creatura di Satana e la donna finisce con l'esserne la più diretta e pericolosa espressione. Dafoe sullo schermo altri non è che un Von Trier più giovane che soccombe, dopo aver cercato la strada della razionalizzazione, alla ineludibile irrazionalità totale del femminino che ha una sola strada per non nuocere: negarsi e negare in modo definitivo la possibilità del piacere. Chi sia l'Anticristo sarà lo spettatore a deciderlo. Certo è che mai come in questa occasione è emerso il lato più oscuro (qualcuno dirà "malato") di questo regista che forse grazie proprio ad Handel ci confessa il suo tormento: la sua è la dura sorte di chi soccombe quotidianamente a quella che sente come la gabbia di un corpo desiderante il sesso femminile. Con questo harakiri cinematografico ha inizio il tentativo di liberazione.»

Il trailer del film:


martedì 28 aprile 2009

IL GUFETTO su Facebook!!!

Per vari problemi determinati dall'organizzazione di Facebook il vecchio account del Circolo del Cinema è stato rimosso e sostituito con una pagina alla quale potete accedere cercando "Circolo del Cinema di Lucca".

Inoltre finalmente è attivo anche il mio account chiamato proprio come me... "Il Gufetto".

venerdì 3 aprile 2009

BELLI E DANNATI in edizione integrale ad ingresso gratuito per i possessori della tessera annuale del Circolo del Cinema


Lunedì 6 aprile alle ore 21.30 per il mini ciclo dei Lunedì del Circolo a San Micheletto sugli Outsiders, il Circolo del Cinema di Lucca presenta BELLI E DANNATI in edizione integrale. Il film, diretto magistralmente da Gus Van Sant, vede la bellissima interpretazione di River Phoenix, scomparso prematuramente all'età di 23 anni, e quella di Keanu Reeves prima del successo di Matrix e altri blockbuster.

Di seguito una recensione del film di Irene Bignardi tratta da "La Repubblica":

«Chissà cosa direbbe Francis Scott Fitzgerald del fatto che un suo glorioso titolo, sotto cui ha viaggiato per settant’anni una straziante storia d’amore e infelicità tra i belli e dannati dell’età del jazz, è ora il titolo di una storia di belli e dannati dei nostri giorni. Con una non piccola differenza. Che i suoi personaggi consumavano la loro dannazione all’interno di un rapporto uomo-donna, negli splendori sofisticati della ricca e colta America “transatlantica”. Mentre Mike e Scott, i due protagonisti di My Own Private Idaho, diventato appunto in italiano Belli e dannati, consumano la loro bellezza e la loro dannazione all’interno di un rapporto omosessuale complicato da “marchette”, droga, vita letteralmente “on the road” (si dorme spesso per strada, nel film, e dorme soprattutto Mike, che per via della sua narcolessia si addormenta nei momenti di stress) e, alla fine, incrinato da quelle tentazioni eterosessuali che in un film brillante, e francese, si chiamerebbero il vizietto.
Diventato un film di culto internazionale da quando è stato presentato a Venezia 1992, e non solo all’interno della comunità gay, Belli e dannati è un film più affascinante che riuscito, più curioso che coerente, più strano che compiuto. Un’esplosione di anarchia sia formale sia sostanziale, con cui Gus Van Sant disegna in assoluta libertà il suo
Chant d’amour anni novanta. Ma senza scandalo, senza forzature, senza pruriti. Proponendo la “diversità” con la stessa naturalezza, e la stessa attenzione alle ragioni psicologiche, con cui la proponeva, vent’anni fa, Domenica, maledetta domenica.

E andando al di là. Perché la storia che Belli e dannati racconta non è tanto quella di un amore omosessuale che incontra sulla sua strada gli scogli di una tentazione eterosessuale (Chiara Caselli, sempre selvatica, intensa e poco chiacchierona), ma quella di una inestirpabile differenza di classe. Scott e Mike (rispettivamente il fascinoso Keanu Reeves e il tenerissimo e bravo River Phoenix) rappresentano i due poli della società americana. Mike è un poveraccio che vive alla giornata, uno sradicato che non sa quasi nulla della sua famiglia, una “marchetta” così nevrotica che rischia sempre di addormentarsi prima di concludere con i suoi clienti, uomini o donne che siano. Scott è un giovane “aristocratico” ribelle (suo padre, scopriamo, è il sindaco di Portland), la sua omosessualità è soprattutto una ribellione, la sua ribellione un modo di affermare la sua identità.
Con una delle tante bizzarrie della sua sceneggiatura, travestendolo appena sotto gli stracci contemporanei e trasportando la celebre taverna in un miserabile appartamento abbandonato, Gus Van Sant inserisce di peso nel film un bel pezzo dell’Enrico IV di Shakespeare (parte i), regalando al capriccioso e ribelle Scott le battute di Hal, il principe scavezzacollo che diventerà poi Enrico v, e reincarnando Falstaff in Bob, il leader tragico-grottesco della gang a cui i due ragazzi appartengono. E, come Hal, anche Scott, al momento opportuno, finito l’esperimento avventuroso, tornerà nel suo mondo dorato, mentre all’amico abbandonato non resta che rimettersi per strada.
Tanto Drugstore cowboy era coerente e freddo, altrettanto Belli e dannati è sgangherato nella struttura e caldo. E così se la dichiarazione d amore di Mike all’amico attorno al fuoco di un bivacco notturno è di conturbante intensità emotiva, la scelta estetizzante di fissare alcuni incontri erotici in immagini fisse sfiora il cattivo gusto; e si direbbe quasi che situazioni e svolte narrative siano inventate lì per lì secondo l’umore del regista, tra surrealismo e libertà godardiana, tra improvvisazione e parodia. Ma se il film non convince sino in fondo, le qualità del regista sì: forse, assieme a Shakespeare, gli sarebbe servito un secondo sceneggiatore di vaglia.»

Una scena tratta dal film:

martedì 31 marzo 2009

VALZER CON BASHIR al Cinema Centrale



Giovedì 2 Aprile alle ore 21.30 presso il Cinema Centrale, il Circolo del Cinema di Lucca presenta in prima visione, VALZER CON BASHIR di Ari Folman con i disegni di David Polonsky.

Un film di Ari Folman. Con Ari Folman, Mickey Leon, Ori Sivan, Yehezkel Lazarov, Ronny Dayag, Shmuel Frenkel, Dror Harazi, Ron Ben-Yishai, Gaetano Varcasia, Massimo Rossi, Franco Mannella, Angelo Maggi, Gianni Bersanetti, Pasquale Anselmo, Stefano De Sando, Paolo Marchese. Genere Drammatico, colore 87 minuti. - Produzione Israele, Germania, Francia 2008. - Distribuzione Lucky Red




Di seguito una recensione firmata da Giancarlo Zappoli tratta da MyMovies.it:

«Una notte, in un bar, un amico confessa al regista israeliano Ari Folman un suo incubo ricorrente: sogna di essere inseguito da 26 cani inferociti. Ha la certezza del numero perchè, quando l'esercito israeliano occupava una parte del Libano, a lui, evidentemente ritroso nell'uccidere gli esseri umani, era stato assegnato il compito di uccidere i cani che di notte segnalavano abbaiando l'arrivo dei soldati. I cani eliminati erano giustappunto 26. In quel momento Folman si accorge di avere rimosso praticamente tutto quanto accaduto durante quei mesi che condussero al massacro portato a termine dalle Falangi cristiano-maronite nei campi di Sabra e Chatila. Decide allora di intervistare dei compagni d'armi dell'epoca per cercare di ricostruire una memoria che ognuno di essi conserva solo in parte cercando di farla divenire patrimonio condiviso.
Folman, regista e sceneggiatore di qualità (è, tra l'altro, uno degli sceneggiatori di In Treatment, serie televisiva di grande successo in Israele adattata da Rodrigo Garcia per il canale dell'HBO) affronta con coraggio uno dei nervi scoperti della storia recente della democrazia israeliana. Non è però interessato a distribuire patenti di colpevolezza senza prove (sono note le accuse all'allora Ministro della Difesa Ariel Sharon considerato responsabile del fatto di aver saputo e taciuto, se non addirittura favorito).
Folman scava più a fondo utilizzando un metodo che sta progressivamente trovando una sua consistenza nel mondo della comunicazione. Decide cioè che inanellare le interviste porterebbe a realizzare un documentario rivolto a un pubblico di nicchia. Racconta allora utilizzando un'animazione scarna ma efficace che riesce a restituire il work in progress di un rimosso che da forme fantastiche o mitiche (esplicita la citazione di Apocalypse Now) passa a focalizzare una realtà orrenda che, proprio perchè tale, era stata espunta dal ricordo del singolo e della collettività. Non è un caso che il primo amico a cui Folman si rivolge dopo aver avuto l'idea sia un analista. La scelta di questo tipo di terapeuta rivela una particolare attenzione dell'autore alla materia ma anche quella che egli sente come una necessità per tutto il suo popolo: una sorta di seduta collettiva che aiuti a fare chiarezza innanzitutto in se stessi.
Questo film costituisce una riprova (semmai ce ne fosse ancora bisogno) che la demonizzazione tout court di Israele è del tutto miope. Se davvero si vuole dare un contributo internazionale alla soluzione del conflitto israelo-palestinese è proprio sostenendo chi, come l'israeliano Folman, incentiva il recupero di una memoria scomoda che si potranno ottenere piccoli ma significativi risultati.»

Il trailer del film:

giovedì 19 marzo 2009

TONY MANERO eccezionalmente al Cinema Moderno anziché al Centrale


Giovedì 19 marzo alle ore 21.30 il Circolo del Cinema di Lucca presenta il film vincitore del TorinoFilmFestival 2008, TONY MANERO di Pablo Larrain eccezionalmente al Cinema Moderno anziché nella consueta cornice del Cinema Centrale.

Di seguito una breve recensione scritta da Andrea Chirichelli tratta da MyMovies.it:

«Siamo nel 1979, a Santiago del Cile, in pieno regime di Pinochet: Raùl Peralta, ossessionato dal protagonista del famoso film con John Travolta, passa il tempo a imitarne passi e movenze in uno spettacolo di danza che si tiene ogni sabato in un night-club di periferia. Lo stato di alienazione nel quale si trova a vivere il protagonista, deciso a tutto pur di poter vivere come il suo mito, lo porta a compiere crimini sempre più efferati e senza senso, che passano però inosservati. La lenta e pregressiva follia di Raul finirà per coinvolgere anche le persone che gli stanno vicine.
Tony Manero è un film di difficile collocazione nei generi classici del cinema contemporaneo e rappresenta un mix folle tra musical, dramma e film di denuncia sociale.

Pablo Larraín sceglie una via atipica per mostrare gli orrori della dittatura di Pinochet, puntando sullo smarrimento, la perdita di identità e il naturale cinismo che nasce negli uomini braccati dalla polizia segreta e costretti a vivere senza leggi o certezze. Alcune sequenze lasciano il segno, ma l'aspetto più inquietante di tutta la vicenda, pare suggerire il regista, è il sangue freddo, lo svuotamento di senso morale provato dal protagonista che passa dalla danza all'omicidio senza mostrare dubbi o rimorsi.

Se da un lato è palese la critica al regime di quegli anni, Tony Manero dimostra anche quanto la cultura pop americana abbia influenzato il mondo sudamericano (e non solo), anche in un periodo nel quale la dittatura pareva aver eretto un muro invalicabile tra il Cile e il resto del mondo. Alfredo Castro, vero mattatore, con il suo aspetto "pacineggiante" offre una prestazione notevolissima, tratteggiando un personaggio che assomiglia molto al Bateman di American Psycho, senza però averne in dote la naturale ironia. Bizzarro.»

Di seguito il trailer del film:



Per visitare il sito del film: www.tony-manero.it.
Per ulteriori informazioni sulla programmazione del Circolo www.circolocinemalucca.it.

venerdì 13 marzo 2009

"Cuore Giovane", la classifica


Secondo l'ultimo sondaggio, la classifica dei film più apprezzati del ciclo "Cuore Giovane" novembre-dicembre 2008 del Circolo del Cinema:

1. Paranoid Park e Control ex equo
2. Il ritorno
3. The Hurt Locker
4. Amanti Criminali
5. Pa-ra-da
6. La Classe
7. Le tre scimmie
8. Rize alzati e balla
9. Palindromi
10. Lezione 21

lunedì 2 marzo 2009

EFFEDIA, Fabrizio De André si racconta a... San Micheletto


Stasera, lunedì 2 marzo presso il Complesso di San Micheletto a Lucca, verrà proiettato alle ore 21.30 ad ingresso gratuito per i possessori della tessera annuale EFFEDIA - Sulla mia cattiva strada, il documentario ufficiale sulla vita privata ed artistica di Fabrizio De André.

Di seguito l'inizio del film:

giovedì 5 febbraio 2009

STELLA di Sylvie Verheyde al Cinema Centrale


Giovedì 5 Febbraio alle ore 21.30 presso il Cinema Centrale di Lucca, il Circolo del Cinema presenta in prima visione STELLA, il bellissimo film di Sylvie Verheyde. La pellicola rientra nel ciclo "Il coltello, la fanciulla e il jazz".

Una recensione al film tratta da Cineblog.it:

«Toh, ma guarda chi si vede! E chi l’avrebbe mai detto che Stella, uno degli ultimi film visti a Venezia nella sezione Giornate degli Autori, avrebbe avuto una possibilità di essere distribuito in sala? L’ha voluto nella sua scuderia Nanni Moretti per la sua Sacher, che già aveva avuto buon occhio nel distribuire La zona: e per fortuna il film di Sylvie Verheyde conoscerà il buio delle nostre sale. Il film è una storia di formazione, a quanto pare decisamente autobiografica, ambientata verso la fine degli anni ‘70. Stella ha 11 anni e vive coi genitori, che gestiscono un caffè frequentato dalla classe operaia, formata da figure decisamente poco “corrette”. La ragazzina vive nel suo mondo, è intelligente ma non particolarmente portata nello studio: così inizia a frequentare il suo primo anno delle medie, senza conoscere nessuno. Ma pian piano Stella inizia a fare le sue conoscenze e ad interessarsi allo studio… Dalla Francia con furore: chi si è reso conto che a Venezia alcuni fra i migliori film francesi erano fuori concorso (non citiamo altri nomi… Claire Denis!)? Un paio di premi collaterali Stella li ha pure vinti, certo, ed è probabile che nel concorso non avrebbe vinto nulla; ma una sua figura l’avrebbe fatta, e magari se ne sarebbe parlato di più.

Ecco, Stella è appunto un bel film che merita il suo spazio. Di certo non scappa davanti ai “soliti” temi del film di formazione che ha per protagonista una ragazza inserita in un ambiente nuovo: quindi l’amore e soprattutto l’amicizia, in questo caso quella tra Stella e Gladys. Eppure il film sorprende anche perché tratta dell’importanza di farsi una cultura. L’effetto che si ha è divertente e speranzoso: vedere la piccola Stella che legge Cocteau per sua spontanea volontà fa tifare per il coraggio e la curiosità della ragazzina. Ragazzina interpretata tra l’altro da una piccola esordiente di nome Léora Barbara, bravissima nel reggere tutto il film: lei è sempre presente, così un po’ algida, così leggermente “snob”. Forse la si rivedrà presto in giro. Stella è un piccolo film scritto in punta di penna e davvero intelligente, che segna il ritorno di una regista ad anni di distanza dalle sue prime opere cinematografiche. Ed è anche un film da vedere per ritrovare sullo schermo, in una delle sue ultime interpretazioni, Guillaume Depardieu, scomparso da pochissimo.»

Di seguito il trailer del film: