martedì 15 aprile 2008

LUSSURIA di Ang Lee



Giovedì 17 Aprile alle ore 21,30 presso il Cinema Centrale verrà proiettato in prima visione a Lucca, Lussuria – Seduzione e Tradimento di Ang Lee con Tony Leung. Il film rientra tra gli appuntamenti del Circolo del Cinema di Lucca del Giovedì nel ciclo “Prime visioni, altre visioni”.



Recensione di Fabio Ferzetti:


«Che cosa significa davvero recitare, quali forze scatena lavorare su un ruolo, fino a dove si può spingere l'identificazione, che cosa rischia di scoprire un attore su se stesso quando pretende di essere un altro? Può sembrare curioso accostarsi così al nuovo film di Ang Lee premiato con un discusso leone d'oro a Venezia, Lussuria - Seduzione e tradimento. Eppure al cuore di questo sontuoso kolossal asiatico che ricostruisce in studio con glaciale perfezione la Shanghai anni 40 occupata dai giapponesi, c'è proprio il gioco di maschere e disvelamenti, finzioni esibite e segreti trasalimenti, che alimenta ogni cerimoniale erotico (in questo senso siamo tutti "attori"). Specie se i due partner, come accade qui, non sono comuni amanti ma nemici mortali. Naturalmente, da Senso in poi, l'attrazione rovinosa fra personaggi che si dovrebbero odiare non è certo una novità. Qui però non c'è nessuna parità: la giovane partigiana cinese incaricata di sedurre e intrappolare il maturo uomo d'affari che collabora con i giapponesi, è una spia con un piano preciso da eseguire. Di più: è un'attrice scelta non solo per la sua bellezza innocente ma per il suo talento, affinato con i futuri compagni di lotta in un gruppo teatrale agit-prop attivo nella Shanghai fine anni 30. È perché può recitare quel ruolo che Wang (l'esordiente Tang Wei, notevole) viene spinta fra le braccia del cupo signor Yee, collaborazionista e torturatore (un indurito e invecchiato Tony Leung). Ed è perché il suo partner sadico pure a letto, ma capace di un trasporto inatteso non recita affatto, che l'inesperta Wang si ritrova travolta da un gioco molto più forte di lei. Il film insiste anche sulla causa di questo cedimento: se i suoi ardenti ma casti compagni di lotta, accecati dal puritanesimo dei ribelli, non avessero trascurato la donna errore fatale! forse l'attrice non sarebbe stata sopraffatta dalla passione. Non a caso nefandezze e torture perpetrate dal suo amante sono solo dette, mai mostrate, mentre alla goffa violenza dei partigiani ragazzini è dedicata un lungo, barbarico, teatralissimo omicidio collettivo. Il resto, amplessi sfrenati, sgomento, doppio tradimento, ne consegue così logicamente che Lussuria, bel paradosso, è il film più rovente e insieme più "freddo" di Ang Lee, proprio perché astratto come un teorema. Ma anche forse il più personale. Non solo perché il regista, come Flaubert, ripete "Wang sono io". Ma perché questo gioco mortale di odio e attrazione, imitazione e assimilazione, sembra alludere da un lato al cinema di Ang Lee, ex-attore e regista capace di rifare alla perfezione tutti i generi del cinema occidentale. E dall'altro, pensiamo al vagabondare di Wang fra le vetrine in sottofinale, ai rapporti Oriente/Occidente dalla seconda metà del '900 in poi.»



(Fabio Ferzetti da Il Messaggero, 4 gennaio 2008)

Il trailer del film:

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