mercoledì 3 dicembre 2008

LEZIONE 21 al Cinema Centrale



Giovedì 4 dicembre alle ore 21.30 presso il Cinema Centrale, il Circolo del Cinema di Lucca presenta LEZIONE 21, il film esordio di Alessandro Baricco.

Di seguito una recensione di Valentina D'Amico tratta da movieplayer.it:

«Lezione 21, al di là della storia della Nona Sinfonia di Beethoven contiene una riflessione più ampia sulla genesi di un'opera d'arte, sulla senilità, sullo scorrere del tempo e, in definitiva, sulla morte. Quella di Lezione 21 è la recensione che nessun giornalista vorrebbe mai dover scrivere. Qualsiasi giudizio qualitativo espresso, sia in senso positivo che negativo, susciterà indignazione e dissensi a prescindere. Il perché è presto detto. Alessandro Baricco è un idolo polemico che smuove masse di detrattori, in primis coloro che in lui identificano quella fronda intellettuale del 'vorrei ma non posso' che a parole si propone di elevare la massa italica nutrita a pane e tv, ma nei fatti si piega alle mere esigenze di mercato. A controbilanciare le critiche vi è una nutrita schiera di ammiratori del poliedrico scrittore che segue fedelmente ogni suo nuovo progetto. Muoversi tra questi due opposti è sempre rischioso, comunque la si veda. Alla notizia dell'esordio alla regia di Baricco si è scatenata la fiera del pregiudizio, aggravata ulteriormente dopo la scoperta dell'argomento su cui verte la pellicola da lui diretta: la genesi della Nona Sinfonia di Beethoven. Il coraggio (o l'incoscienza) di misurarsi su un tema su cui, uno dopo l'altro, sono caduti più o meno rovinosamente Agnieszka Holland, Bernard Rose e, ahimé, il nostro Franco Battiato sembra però aver premiato l'intrepido Baricco. Intendiamoci, Lezione 21 è un prodotto in puro Baricco style al 100%, un divertissement intellettuale pieno di citazioni, riferimenti, trovate leziose e strizzate d'occhio al pubblico. Lo scrittore inventa una complessa struttura che si articola su diversi piani temporali, che si intersecano l'uno con l'altro grazie a curiose trovate di montaggio, per svelare il contenuto della lezione più bella dell'eccentrico professor Mondrian Killroy (personaggio già presente nel romanzo City, qui interpretato da John Hurt), quella sulla Nona Sinfonia. La ricostruzione della Lezione 21, filtrata dalla memoria dei suoi allievi più affezionati, ha come obiettivo quello di confutare l'assunto che la Nona sia un capolavoro. Per arrivare allo scopo il professore si serve della storia del violinista Hans Peters (Noah Taylor), trovato morto nel bel mezzo di un lago ghiacciato nel 1824 con il suo violino stretto in mano. Killroy immagina che Peters, sperduto nella neve, incontri una banda di strani personaggi i quali provano a distoglierlo dall'idea che la Nona sia il capolavoro di Beethoven, infierendo in particolar modo sull'Inno alla gioia. Le motivazioni riguardano essenzialmente la vecchiaia, la solitudine e la malattia in cui versa il celebre musicista negli ultimi anni della sua vita, ma la situazione contingente di Beethoven è funzionale a una riflessione più ampia sulla genesi di un'opera d'arte, sulla senilità, sullo scorrere del tempo e, in definitiva, sulla morte. La moltiplicazione delle voci narranti movimenta il pamphlet filosofico scritto da Baricco per permettere al pubblico di seguire il complesso ragionamento di Killroy senza mai annoiarsi. I riferimenti alla contemporaneità, le battute fulminanti, i volti ottocenteschi che interpellano di continuo lo spettatore con effetto straniante, l'ironia sempre presente sono ingredienti fondamentali della lezione baricchiana. Alla brillantezza nel ritmo e nei dialoghi e alla costruzione di personaggi stralunati e picareschi corrisponde una cura formale che svela le ambizioni del Baricco regista di realizzare un'opera non solo godibile, ma anche visivamente elegante e originale. L'estetica di Lezione 21 ricorda vagamente l'ultimo Peter Greenaway, i colori vivaci degli interni e il candore della neve si ispirano a numerosi dipinti ottocenteschi, i tagli delle inquadrature, soprattutto nella parte iniziale della pellicola, ambiscono a ricostruire un universo immaginario, ma tangibile, in cui non manca un pizzico di kitsch. Anche se l'inesperienza del neo regista si vede tutta nelle imperfezioni contenute negli sporadici movimenti di macchina, che tentano faticosamente di accompagnare la musica di Beethoven, vera grande protagonista del film, il risultato complessivo, nel suo barocchismo, risulta gradevole. Tra i vari ammiccamenti e giochi contenuti in Lezione 21, Baricco coglie l'occasione di togliersi qualche sassolino dalla scarpa con la trovata del mucchio delle opere sopravvalutate in cui, a fianco della Nona Sinfonia, fanno bella mostra di sé l'Ulysses di Joyce, la Gioconda di Leonardo e 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick. Il pubblico ride, ma i cinefili sono una razza pericolosa. Si devono temere rappresaglie?»

Di seguito il trailer del film:


martedì 25 novembre 2008

LA CLASSE (Entre les murs) di Laurent Cantet


Giovedì 27 novembre alle ore 21.30 presso il Cinema Centrale di Lucca, il Circolo del Cinema presenta in esclusiva LA CLASSE di Laurent Cantet, un film che descrive un anno di vita di una scuola parigina, vincitore della Palma d'oro all'ultimo Festival del Cinema di Cannes.

Di seguito una recensione di Silvia Levanti da delcinema.it:

Un anno di vita dentro le mura di una scuola multietnica di Parigi: questo è il percorso scelto da Laurent Cantet- Leone d'oro nel 2001 per A tempo pieno e Palma d'oro 2008 proprio per quest'ultimo quarto lungometraggio - in cui accompagnare lo spettatore attraverso la storia del giovane insegnante caparbio François e quella della sua classe di liceali, turbolenta e vitale.Il film nasce dal romanzo Entre les murs - un grande successo editoriale in Francia nel 2006 - il cui autore François Bégaudeau, insegnante di un liceo parigino, ha collaborato sia alla sceneggiatura che ben impersonato il professore dall'umanità intensa e fragile al tempo stesso, il cui desiderio di ritrovare il senso del proprio lavoro si misura nel quotidiano scontro dialettico con i suoi alunni.Il montaggio ritmico accompagna vere e proprie schermaglie linguistiche in punta di fioretto attraverso dialoghi brevi e diretti la cui ironia, a tratti disperata ed arrendevole, viaggia agilmente in un continuo interscambio tra la lingua ufficiosa, vissuta con profondo disagio dai ragazzi, e la realtà multietnica di genitori che comunicano solamente con la lingua d'origine. Anche gli idoli calcistici della nazionale francese, le cui differenti etnie sembrerebbero livellarsi sotto un'unica bandiera, sono motivo di orgoglio e di rivalsa, feticci in cui proiettare il profondo bisogno di ricercare una propria identità, pur fragile, all'interno di una società che faticano a comprendere e che percepiscono estranea ed ostile.Sono sempre le parole con il loro peso specifico ad essere opportunità di riflessione o scintilla dalle drammatiche conseguenze: intorno ad esse gravitano piccole e grandi problematiche - dalle lamentele per il costo elevato del caffè in mensa al disagio degli adulti di fronte all'irriverenza di alunni troppo presto identificati come "difficili" - portando ulteriori elementi nel comporre il quadro quotidiano di insegnanti sempre in bilico tra buoni propositi e un muro di adolescenti sfiduciati dal futuro di cui non vedono la porta.La continua tensione sembra infine stemperarsi verso il finale, in quella partita di calcio dove professori e studenti si mescolano con allegra anarchia, due mondi lontani che si sfiorano nel gioco, ma destinati a rimanere incompresi perfino a loro stessi.Con lo stile asciutto che lo contraddistingue, Cantet riesce nella non facile impresa di descrivere la realtà scolastica nelle sue dinamiche più complesse senza lasciar spazio a proclami retorici, grazie anche al cast di giovanissimi "non attori" la cui interpretazione intensa ha regalato al film spontaneità ed una grazia notevole.

Il trailer del film:


lunedì 17 novembre 2008

RIZE, ALZATI E BALLA di David LaChapelle a San Micheletto


Stasera, 17 novembre, alle ore 21.30 presso il Complesso di San Micheletto, si terrà la proiezione in eswclusiva di "RIZE, Alzati e Balla" del fotografo David LaChapelle. La serata rientra nel ciclo del Circolo del Cinema "Cuore giovane" ed è organizzata in collaborazione con il LUCCAdigitalPHOTOfest2008.

Di seguito il trailer del film:

giovedì 13 novembre 2008

THE HURT LOCKER di Kathryn Bigelow al Centrale


Giovedì 13 Novembre alle ore 21.30 presso il Cinema Centrale, il Circolo del Cinema di Lucca presenta The Hurt Locker il nuovo film della regista di Strange Days e Point Break, Kathryn Bigelow. Il film rientra tra gli appuntamenti de I Giovedì al Centrale nel ciclo “Cuore giovane”.

Di seguito una recensione del film tratta da Sentieri Selvaggi di Guglielmo Siniscalchi:

«Una tempesta di “deserto rosso” scuote la quiete apparente dei viali della laguna. Fra dune di sabbia quasi lynchiane si incontrano/scontrano i corpi e le traiettorie, il fuoco e le fiamme, i confini ed i territori, di un film-limite come The Hurt Locker dell’americana Kathrin Bigelow. Un mare di cupa luce, corpi e linee dello sguardo infuriati ed il paesaggio che sembra esploderti dentro: The Hurt Locker lascia implodere le geometrie della “guerra di guerriglia” in Iraq fra le pieghe dell’anima di uomini disperati in un gioco continuo di sovrapposizioni e dissolvenze fra il “dentro” ed il “fuori” di territori di carne bruciata e corpi di sabbia e dune. L’impero militare americano raccontato dal di dentro, quasi in una “soggettiva” di un assurdo videogame spara-e-fuggi dove però si muore e ci si lacera, non solo la pelle, per davvero. The Hurt Locker, ovvero l’Inland/Empire dell’ultimo conflitto americano, lo sguardo dal “di dentro”, quasi dall’”entroterra” – ma non era questa anche la visione del film di Teguia? – di una guerra sporca che la televisione non ha potuto né saputo raccontare (se pensiamo che il bellissimo Redacted di Brian De Palma non ha trovato alcuna distribuzione in Italia l’anno scorso capiamo come la guerra in Iraq sia ancora una specie di tabù visivo…). Seguendo l’imperativo hitchcockiano “bisogna filmare tutto, far vedere tutto” e la lezione teorica, ma non visiva, del Godard di For Ever Mozart, la Bigelow spinge sull’acceleratore della visione sovrapponendo le immagini di un gioco al massacro che oscilla fra la visione di una guerra collettiva devastante e le devastazioni di vite private consumate dalla “dipendenza” adrenalinica da situazioni di guerra. Scritto dal reporter Mark Boal, girato in Giordania, ed interpretato da tre straordinari attori come Jeremy Renner, Anthony Mackie e Brian Geraghty (ma il cast vede anche la presenza di Guy Pearce, Ralph Fiennes e David Morse), The Hurt Locker è la storia delle giornate della squadra di artificieri EOD, ragazzi volontari pronti a rischiare la vita per disinnescare congegni ad alto potenziale esplosivo. Mestiere rischioso ed adrenalinico, droga del corpo e dell’anima che pian piano sembra deformare corpo e psiche di un giovane sergente fuggito da una donna ed un figlio appena nato che non riesce ad amare. Fra corpi-bomba pronti ad esplodere, agguati silenziosi e giornate dove anche l’amicizia è segnata dalla violenza e dal contatto fisico – vedi la sequenza della “rissa” serale fra amici nell’accampamento yankee ma anche il tenerissimo abbraccio fra il sergente ed il ragazzino iracheno “Beckam” -, la Bigelow lascia che lo sguardo nervoso e teso della sua macchina da (p)resa si perda lentamente seguendo la discesa agli inferi di questi militari “tossicomani”, si arrenda a paesaggi notturni bruciati da fiamme e bombe. A tutto questo “deserto rosso”. Fino all’ultima lacerante sequenza che torna con lo sguardo a Vancouver tentando di ricostruire un’impossibile normalità familiare, filmando un padre militare che non “riconosce” e fugge davanti a suo figlio: ancora padri e figli dispersi, metafore viventi di un Paese e di tutto il cinema americano della modernità. L’Inland/Empire di una guerra maledetta che finalmente qualcuno ha deciso di filmare, raccontare, mostrare…»


Il trailer del film:





lunedì 10 novembre 2008

PALINDROMI apre il nuovo ciclo CUORE GIOVANE del Circolo del Cinema di Lucca

Stasera, lunedì 10 novembre, alle ore 21.30 al Complesso di San Micheletto, si terrà in esclusiva la proiezione gratuita di PALINDROMI, film mai uscito al cinema dell'autore di Happiness, Todd Solondz. A seguito una recensione al film tratta da MyMovies.it e il trailer del film:

Fabio Ferzetti scrive: «Una ragazzina che vuole fare un figlio a tutti i costi, una mamma che la costringe ad abortire (e nell’operazione la poveretta perde l’utero), una fuga per le strade dell’America profonda che porta l’ingenua Aviva, nome palindromo (si legge sia da destra che da sinistra), fra i bambini di Mama Sunshine, piccoli ciechi, epilettici, leucemici, focomelici, che però cantano, ballano, giocano e pregano insieme in letizia. Senza sapere che gli amici della provvida Mama Sunshine, un medico buontempone e un ex-galeotto redento, meditano spedizioni punitive contro un dottore abortista... A raccontarlo Palindromes di Todd Solondz (concorso), regista borderline di film geniali e maledetti come Happiness e Storytelling , sembra una totale follia. A vederlo è anche peggio, dunque meglio. Un enigma, una beffa divisa in capitoletti, una farsa tragica o una tragedia da ridere che gira in cerchio (come vuole il titolo) alternando otto, dicansi 8 diversi interpreti nel ruolo di Aviva: due donne, quattro ragazze di 13-14 anni, una bambina di 6, perfino un ragazzino di 12. Non bastasse, due attrici sono nere, una bambina e un’adulta obesa. Forse perché il soggetto è la diversità. O meglio il cambiamento, l’ardente desiderio - e in definitiva la totale impossibilità - di cambiare. Non chiedeteci di esser chiari perché Solondz fa di tutto per restare ambiguo e ci riesce benissimo. L’unica cosa chiara è che la piccola Aviva fa bene a fuggire da mamma Ellen Barkin, anche se passa solo da un inferno all’altro, e come le confida infine il cugino pedofilo ribellarsi è inutile, siamo quel che siamo, dobbiamo solo accettarlo. Mentre Solondz costruisce uno sguardo tutto suo in cui tristezza e comicità, orrore e pietà, derisione e compassione, si mescolano e si confondono in un blend disagevole quanto calzante. Generando uno di quei sentimenti indefinibili che cambiano la nostra percezione del mondo e costringono a inventare aggettivi (ma purtroppo “solondziano” suona male).» Da Il Messaggero, 8 settembre 2004

Il trailer del film:

giovedì 30 ottobre 2008

ALEXANDRA al Centrale


L'ultimo film di Sokurov questa sera al Cinema Centrale di Lucca (per info, mappe, ecc. visitate il sito del Circolo del Cinema www.circolocinemalucca.it) alle ore 21.30: ALEXANDRA.

Il film racconta le vicende di una donna, interpretata dalla grande cantante Galina Vishnevskaya, vedova di Rostropovic, va a visitare il nipote di stanza in Cecenia. La guerra c'è, è evidente, e non c'è nemmeno bisogno di stare a ricordare ragioni e perché. Sokurov non banalizza le posizioni in campo ma, come John Ford, ritiene che agli anziani spetti il compito di fermare la guerra.

Alexandra è in questo senso il suo film più dolente, annegato in un beige seppiato che sembra voler strappare via i colori che differenziano le superfici degli uomini per giungere a ciò che ci rende simili gli uni agli altri. Un'immensa lezione di cinema che conserva saldamente negli occhi Germania anno zero di Rossellini e Furore di Ford.

Di seguito il trailer del film:



martedì 30 settembre 2008

Il Selvaggio presenta Moto & Cinema

Martedì 30 settembre 2008 alle ore 21.30 presso la sala “Da Massa e Carrara” del Complesso di San Micheletto, si terrà la presentazione ufficiale al pubblico della mostra “Moto & Cinema” una produzione Mostre & Mostre srl e Registro Storico Italiano Indian in collaborazione con il Circolo del Cinema di Lucca.

 

A seguire la proiezione del film organizzata dal Circolo del Cinema de “Il Selvaggio” di Laslo Benedek, film che ha segnato un’epoca grazie alla presenza imponente di Marlon Brando che in sella alla sua motocicletta è diventato icona cinematografica amplificando il mito del mezzo di trasporto.

 

Durante la serata, inoltre, sarà possibile vedere una delle moto che sarà poi trasferita al Punto Fiera dal 18 ottobre al 2 novembre 2008, durante il Lucca Comics & Games 2008: si tratta della Moto Guzzi, de Il Vigile, il film di Luigi Zampa interpretato da Alberto Sordi.

 

La serata è ad ingresso gratuito per i possessori della tessera annuale 2008/09 del Circolo del Cinema di Lucca. Per maggiori informazioni visitare il sito internet ufficiale  www.circolocinemalucca.it.

 

mercoledì 24 settembre 2008

L'ANNO IN CUI I MIEI GENITORI ANDARONO IN VACANZA al Cinema Centrale inaugura la stagione 2008/2009

Giovedì 25 Settembre presso il Cinema Centrale di Lucca alle ore 21.30, il Circolo del Cinema presenta L'ANNO IN CUI I MIEI GENITORI ANDARONO IN VACANZA di Cao Hamburger, con Michel Joelsas, Germano Haiut, Paulo Autran, Liliana Castro. Un film che ben rappresenta la nuova corrente cinematografica brasiliana e che ha stupito il pubblico al Festival di Berlino 2007.

«Talmente tanti i motivi per amare L'anno in cui i miei genitori andarono in vacanza che è difficile sceglierne uno: forse la forza evocativa dei campionati del mondo di calcio del 1970, quelli che perdemmo in finale e che il Brasile di Pelè vinse alla grande, o forse la potenza sommessa di una vicenda che sa mescolare la politica e la vita privata, la crudeltà di una dittatura militare e i giochi solitari di un bambino che i genitori rivoluzionari hanno dovuto abbandonare, oppure l'originalità di un ambiente poco noto, quello degli ebrei di San Paolo che quel bambino prendono a cuore e proteggono come possono. Ma se devo essere sincero fino in fondo devo ammettere che questo film mi ha sciolto il cuore perché mi ha riportato a quegli anni così vicini e così lontani, anni in bianco e nero, senza sponsor e computer, senza cartoni giapponesi e pubblicità invadenti, anni in cui un bambino doveva inventarsi ogni pomeriggio dal nulla della malinconia e della noia». (Marco Lodoli da "Il diario")

I prezzi per l'ingresso alle proiezioni: tessera Fanny Ardant (5,00 €) più biglietto (5,00 €) o tessera Anna Karina valida come tessera annuale e abbonamento a tutti i film del ciclo (25,00 €). La tessera di socio può essere sottoscritta nei giorni immediatamente precedenti presso la "Libreria Baroni
", via San Paolino, 95 – Lucca, e nelle serate di proiezione. Per maggiori informazioni www.circolocinemalucca.it.

martedì 9 settembre 2008

Viaggio nei cuori della terra: il nuovo ciclo del CdC

Prende il via il 25 settembre la programmazione del Circolo del Cinema di Lucca con prime visioni, incontri con registi ed eventi speciali.

 

Il calendario completo:

 

25 settembre ore 21.30 – Cinema Centrale:

L’anno in cui i miei genitori andarono in vacanza

di Cao Hamburger

 

30 settembre ore 21.30 – Complesso di San Micheletto:

Il selvaggio

(speciale anteprima mostra “MOTO & CINEMA” in collaborazione con Mostre&Mostre srl Associazione Indian)

di László Benedek

 

2 ottobre ore 21.30 – Cinema Centrale:

Corazon de Mujeres

(sarà presente in sala uno dei registi)

di David Sordella e Pablo Benedetti

 

9 ottobre ore 21.30 – Cinema Centrale:

12

di Nikita Mikhalkov

 

16 ottobre ore 21.30 – Cinema Centrale:

Tropa de elite

di José Padilha

 

23 ottobre ore 21.30 – Cinema Centrale:

Il resto della notte

di Francesco Munzi

 

30 ottobre ore 21.30 – Cinema Centrale:

Alexandra

di Aleksandr Sokurov

 

6 novembre ore 21.30 – Cinema Centrale:

La rabbia (versione integrale)

di Pier Paolo Pasolini

 

A breve maggiori informazioni sul sito www.circolocinemalucca.it e sul nuovo spazio Facebook http://www.facebook.com/group.php?gid=25122113393.

sabato 6 settembre 2008

Il Circolo del Cinema su Facebook


Nuovo spazio web per il Circolo del Cinema: dopo questo blog, il sito internet ufficiale www.circolocinemalucca.it anche il gruppo su Facebook per condividere le vostre emozioni con tutti i soci e non sui film visti, le vostre recensioni, fotografie, video e quant'altro.

giovedì 24 luglio 2008

Anteprima LUCCAdigitalPHOTOfest 2008


A novembre il Circolo del Cinema festeggerà il LUCCAdigitalPHOTOfest con una retrospettiva dedicata a questo imperdibile evento ormai consolidato sul territorio che anche quest'anno porterà a Lucca gli autori di culto della fotografia con le loro opere di rilevanza internazionale.

In questa occasione vogliamo ricordare a tutti i lettori del Gufetto che da quest'anno il LUCCAdigitalPHOTOfest lancia la tradizione dei prestigiosi Eventi Speciali dell’estate: momenti di grande fotografia che anticipano il Festival d’autunno.

Un modo per continuare a vivere l’atmosfera emozionante e coinvolgente dell’arte fotografica e per consolidare l’immagine di Lucca quale centro propulsore di cultura e arte contemporanea.

Il “Wildlife Photographer of the Year” è il più prestigioso concorso internazionale per la fotografia a soggetto naturalistico, ideato e organizzato ogni anno dalle più importanti istituzioni britanniche impegnate nella salvaguardia della natura: il Natural History Museum e il BBC Wildlife Magazine.

Da quest’anno il LUCCAdigitalPHOTOfest porterà questo prestigioso evento nella nostra città.

Essere accettati nel contesto di questo prestigioso concorso è un’aspirazione per tutti coloro che si dedicano alla fotografia naturalistica, siano essi grandi e celebrati professionisti o semplici amatori, poiché in questo settore più che in ogni altro, riuscire a cogliere l’attimo e scattare la foto perfetta è un’alchimia perfetta di abilità, originalità, giusta visione, conoscenza della natura e fortuna.

Ogni anno arrivano migliaia di immagini che vengono giudicate da una selezionata giuria di esperti. I vincitori vengono premiati durante una cerimonia nel mese di ottobre al Natural History Museum, di Londra.

Dal concorso internazionale scaturisce una mostra unica al mondo, divenuta negli anni un appuntamento imperdibile per tutti coloro che amano la natura nella sua dimensione più spontanea e incontaminata.

Il Wildlife Photographer of the year 2007 comprende 107 immagini naturalistiche provenienti da ogni parte del globo, selezionate dalla giuria internazionale del concorso tra oltre 32 mila fotografie pervenute.

La mostra si articola in un percorso che comprende 11 categorie, tre premi speciali (animali in via di estinzione, interazione tra uomo e mondo naturale, miglior portfolio di foto scattate da fotografi under 26) e tre categorie junior riservate a giovani fotografi.

La gamma di immagini e la varietà di stili, dalla rarefatta, sofisticata atmosfera delle immagini astratte, all’impatto emotivo di quelle che evidenziano i danni prodotti nell’ambiente dall’uomo, celebra nell’insieme lo splendore e il dramma della vita sulla terra.

Wildlife Photographer of the Year - le 100 immagini naturalistiche più belle del mondo
anteprima LUCCAdigitalPHOTOfest '08
6 settembre - 5 ottobre 2008
Palazzo Guinigi - via Guinigi
apertura: tutti i giorni 10,00-19,00, il sabato apertura serale fino alle 24,00

Inoltre sono usciti i bandi dei due concorsi legati al Festival: il LUCCAdigitalPHOTO Contest, inaugurato lo scorso anno, e il nuovissimo LUCCAdigitalVIDEO Contest. Di seguito alcune notizie al riguardo:

LUCCAdigitalPHOTO Contest ‘08
Dopo il grande successo riscontrato nel 2007, Toscana Arti Fotografiche lancia la seconda edizione del concorso internazionale di fotografia LUCCAdigitalPHOTO Contest nell’ambito dell’edizione 2008 del LUCCAdigitalPHOTOfest. Anche quest’anno Toscana Arti Fotografiche produrrà la mostra del progetto fotografico vincitore che sarà esposta tra le mostre dei grandi autori presentati nel programma del Festival e promossa a livello nazionale ed internazionale. Il fotografo vincitore sarà premiato durante la serata di gala che si terrà il 29 novembre presso il Teatro del Giglio, durante la quale saranno assegnati anche il LUCCAdigitalPHOTO Award al main guest 2008 e il premio TAF per la fotografia italiana. La giuria, di straordinario spessore anche quest’anno, sarà composta da Giuliana Scimé (“Corriere della Sera”), Maurizio Rebuzzini (“Fotographia”) e un membro della direzione artistica di Toscana Arti Fotografiche. Il Contest, aperto a tutti, appassionati, professionisti e non, rappresenta una straordinaria vetrina ed un’opportunità unica per farsi conoscere dalla critica e dal grande pubblico. I progetti fotografici potranno essere inviati presso la segreteria organizzativa del LUCCAdigitalPHOTOfest entro il 1 settembre. Il regolamento del contest è reperibile su www.luccadigitalphotofest.it nell’apposita sezione del menù “concorsi”.

LUCCAdigitalVIDEO Contest ‘08
L’Associazione Toscana Arti Fotografiche promuove un concorso internazionale di video-arte aperto a tutti, professionisti e amatori, nell’ambito del Festival Internazionale di Fotografia LUCCADigitalPHOTOFest. Questo nuovo concorso si affianca a quello di fotografia e costituirà un appuntamento fisso a cadenza annuale con l’obiettivo di dare spazio e visibilità ai video-artisti dando loro l’opportunità di essere protagonisti nel contesto di una manifestazione di rilievo internazionale. Toscana Arti Fotografiche produrrà il progetto vincitore che sarà esposto nella sezione dedicata alla Video-Arte Internazionale del LUCCAdigitalPHOTOfest e sarà presentata a livello nazionale ed internazionale. Il coordinamento del concorso è affidato al Video-Art director del Festival, Luciano Bobba, che sarà anche presidente della giuria i cui componenti sono: Paola Brivio (photoeditor “GEO”), Mariateresa Cerretelli (photoeditor “CLASS”), Adele Costantini (“Radio Montecarlo” e “Virgin Radio”), Renato Diez – giornalista e esperto di mercato dell’arte, Alessandro Pugno – filmaker, Stefano Terigi – universitario IUAV – Design e Arti. Il Video-Artista vincitore sarà premiato durante la serata di gala che si terrà il 29 novembre presso il Teatro del Giglio, durante la quale saranno assegnati anche il LUCCAdigitalPHOTO Award al main guest 2008 e il premio TAF per la fotografia italiana. I video potranno essere inviati presso la segreteria organizzativa del LUCCAdigitalPHOTOfest entro il 1 settembre. Il regolamento del contest è reperibile su www.luccadigitalphotofest.it nell’apposita sezione del menù “concorsi”.

lunedì 23 giugno 2008

BILANCIO STAGIONE 2007/2008

E' tempo di classifiche e sondaggi per il Circolo del Cinema di Lucca. Ogni volta che al Cinema Centrale viene proiettato un film nell'ambito della programmazione del Circolo del Cinema, agli spettatori viene chiesto di esprimerne un giudizio attraverso dei fogliettini sul quale questi assegnano un voto da 1 a 5 alla proiezione della serata; un film, dunque, ottiene la sufficienza soltanto se oltrepassa il valore 3. Dalle medie dei voti della scorsa stagione, è emersa la seguente graduatoria:


  1. La zona 4,33
  2. Across The Universe 4,24
  3. Zero - Inchiesta sull'11 settembre 4,14
  4. La signorina Effe 4,12
  5. Piano, solo 4,08
  6. Il petroliere 4,08
  7. La giusta distanza 4,07
  8. Le ragioni dell'aragosta 3,96
  9. U.S.A. contro John Lennon 3,92
  10. La famiglia Savage (The Savages) 3,88
  11. 4 Mesi, 3 Settimane, 2 Giorni 3,76
  12. L'assassinio di Jesse James 3,72
  13. Lontano da lei 3,65
  14. Cous Cous 3,64
  15. Soffio 3,57
  16. Lussuria - Seduzione e tradimento 3,56
  17. Paranoid Park 3,55
  18. Angel - La vita, il romanzo 3,51
  19. Il flauto magico 3,48
  20. Due giorni a Parigi 3,39
  21. I testimoni 3,34
  22. Gli innocenti 3,33
  23. La duchessa di Langeais 3,14
  24. L'innocenza del peccato 3,02
  25. Il piacere e l'amore 2,82
  26. Gli amori di Astrea e Celadon 2,80
  27. Tideland 1,68

Questi sono i film con maggior incasso al Centrale e a San Micheletto:
I Giovedì del Circolo:

  1. Zero - Inchiesta sull'11 settembre
  2. Cous Cous
  3. La signorina Effe
  4. Il vento fa il suo giro
  5. La promessa dell'assassino
  6. Le ragioni dell'aragosta
  7. Paranoid Park
  8. Piano, solo
  9. Lussuria - Seduzione e tradimento
  10. Across The Universe
  11. La giusta distanza
  12. La famiglia Savage (The Savages)
  13. Due giorni a Parigi
  14. L'innocenza del peccato
  15. La notte di San Lorenzo, San Michele aveva un gallo
  16. Lontano da lei
  17. Il flauto magico
  18. Soffio
  19. La zona
  20. U.S.A. contro John Lennon
  21. Tideland
  22. L'assassinio di Jesse James
  23. Gli amori di Astrea e Celadon
  24. I testimoni
  25. 4 Mesi, 3 Settimane, 2 Giorni
  26. Il piacere e l'amore
  27. Angel - La vita, il romanzo
  28. Il petroliere
  29. I critofilm
  30. La duchessa di Langeais
  31. Gli innocenti

I Lunedì del Circolo:
  1. Lady Snowblood (60 anni)
  2. 9-11 In Plane Site (guerra)
  3. Un'ora sola ti vorrei (60 anni)
  4. Glenn Gould - Hereafter (evento speciale)
  5. Broken Trail (western)
  6. Redacted (guerra)
  7. Videodrome (horror)
  8. Quadrophenia (musicale)
  9. Un bacio e una pistola (noir)
  10. Nashville (musicale)
  11. Persona (60 anni)
  12. Ombre (60 anni)
  13. Dead Man (60 anni)
  14. Il fantasma del palcoscenico (musicale)
  15. Leonard Cohen: I'm Your Man (musicale)
  16. Fino all'ultimo respiro (60 anni)
  17. Ma come si può uccidere un bambino? (horror)
  18. Blood Simple (horror)
  19. I pugni in tasca (60 anni)
  20. Il grande uno rosso - The reconstruction (guerra)
  21. Prima della rivoluzione (60 anni)
  22. La sparatoria (western)
  23. Marnie (noir)
  24. La notte dei morti viventi (horror)
  25. Nessuna pietà per Ulzana (western)

Ed ora tocca a voi... commentate queste classifiche e lasciateci il vostro messaggio qui di seguito.

mercoledì 4 giugno 2008

LA ZONA, l'ultimo bellissimo film della stagione del Circolo del Cinema

Giovedì 5 Giugno alle ore 21,30 presso il Cinema Centrale, il Circolo del Cinema di Lucca presenta in prima visione, LA ZONA un film di Rodrigo Plà, distribuito dalla Sacher Film di Nanni Moretti e presentato con grandissimo successo di pubblico all’ultimo Festival del Cinema di Venezia. Si tratta dell’ultima proiezione della stagione 2007/2008 del Circolo del Cinema che ha visto festeggiare i suoi 60 anni di attività.

Dal press book del film:

Sinossi: Alejandro è un adolescente privilegiato che vive nella “Zona”, quartiere benestante nel centro di Città del Messico, protetto da guardie private e circondato da alte mura. Oltre i confini ed il filo spinato c’è la miseria più nera. Il giorno del suo compleanno, tre ragazzi delle favelas riescono a penetrare nella Zona e ad introdursi in una delle case. La rapina finisce male e un’anziana donna muore. Due dei giovani rapinatori sono uccisi mentre tentano la fuga. Il terzo, Miguel, riesce a fuggire ma non a lasciare la Zona. I residenti si riuniscono per decidere il da farsi. La maggioranza, capeggiata dal padre di Alejandro, è profondamente sfiduciata nei confronti delle istituzioni, corrotte ed inefficienti, e decide così di lasciare fuori la polizia per farsi giustizia da sola. Non tutti gli abitanti sono d’accordo ma, in un clima di crescente violenza e paura, la caccia all’uomo ha inizio. Miguel, nel frattempo, ha trovato rifugio proprio nella cantina di Alejandro che, scoprendolo, dovrà prendere una difficile decisione...

Note di regia: «La Zona è la storia di una rapina a mano armata e di una caccia all’uomo ma, prima di tutto, è la storia di una società spezzata, fatta di due mondi che si temono e si odiano a vicenda. Cosa si può fare quando l’inefficienza e la corruzione di chi dovrebbe fare giustizia ci lasciano senza protezione? Cosa si può fare in un mondo dove una minoranza di persone è sfacciatamente ricca e una maggioranza disperatamente povera? Cosa si può fare contro il terrore di chi si isola dietro ad un muro e contro l’amara frustrazione di chi invece vive dal lato opposto?

La Zona tenta di lanciare un avvertimento su come le cose si stiano evolvendo, di mettere il pubblico in guardia da un modello di vita che si sta avvicinando sempre di più. Circondandosi di alte mura i residenti della Zona impediscono agli altri di entrare, senza rendersi conto che quelle mura sono il simbolo della loro prigionia. Con la scusa di proteggere loro stessi rinunciano al diritto essenziale alla libertà, sacrificata in nome del circuito chiuso che li controlla tutti. Un prezzo da pagare troppo alto per una sicurezza che non può mai essere assoluta. Per quanto grande sia la fortezza, per quanto alte le mura, finché ci sarà una disuguaglianza fuori controllo, ci sarà sempre qualcuno disposto a scalare quel muro.

La storia è vista attraverso lo sguardo di un ragazzo, Alejandro, che vive nella Zona e che si trova costretto a confrontarsi con un mondo più grande della vita artificiale e confortevole che ha sempre conosciuto. La catena violenta di eventi che si susseguono nella Zona e il rapporto che instaura con Miguel lo costringono a rimettere tutto in discussione. Osservando da vicino le motivazioni delle due opposte fazioni, Alejandro trova la propria etica personale e riconosce in mezzo al caos la propria visione della giustizia. La legge deve regolamentare la convivenza all’interno della società, anche chi sbaglia deve poter contare su una giustizia che decida della sua punizione. Mi è parso essenziale sfruttare l’uso delle telecamere a circuito chiuso per creare un’impressione di sorveglianza costante, per rafforzare un’atmosfera di paranoia, con i residenti che aspettano costantemente l’“attacco imminente”. Quella stessa paranoia li porta ad adottare un comportamento totalizzante, da branco, che “neutralizza” subito ogni azione contraria a quella della maggioranza.

Attraverso la diversa qualità delle immagini sono riuscito a creare un modo per distinguere il “dentro” dal “fuori”, enfatizzando all’interno della Zona l’idea di un mondo idilliaco, pulito, così perfetto da sembrare una scenografia, falsa ed ipocrita.» Rodrigo Plà

La Zona: «La Zona è un “personaggio” a sé stante, protagonista principale di questo film. Mi interessava scavare a fondo in quello che succede dentro ad universi chiusi, governati dal terrore, che finiscono per inventarsi regole a proprio uso e consumo, senza curarsi della legge che governa gli altri universi. Mi interessava esaminare il modo in cui le regole morali – le nozioni fondamentali di rispetto e coesistenza – degenerino gradualmente in forme di comportamento primitive e disumanizzate, dove “l’altro”, il ladro, l’estraneo non è più visto come una persona, ma semplicemente come un nemico che deve essere distrutto.
Era mia intenzione fare in modo che la struttura del film funzionasse come un canto corale, una polifonia di voci e personaggi, un tutto organico che attraverso la propria incapacità di guardare fuori e riconoscere le proprie contraddizioni e i propri fallimenti, pianta il seme della sua autodistruzione.» Rodrigo Plà




Il trailer del film:






lunedì 26 maggio 2008

LONTANO DA LEI al Cinema Centrale


Giovedì 29 maggio alle ore 21.30 al Cinema Centrale di Lucca, il Circolo del Cinema presenta, LONTANO DA LEI (Away From Her) di Sarah Polley, un bellissimo e commovente film sull'amore senile.

Una recensione di Claudia Resta tratta da MyMovies.it:

«Sposati da 50 anni, Grant e Fiona sembrano ancora molto legati l'un l'altra e la loro vita quotidiana è piena di tenerezza e umorismo. La loro serenità sembra vacillare solo in conseguenza degli occasionali e attentamente limitati riferimenti al passato, che sembrano far trapelare che forse il loro matrimonio non è stato solo rose e fiori. La tendenza di Fiona a riferirsi sempre più spesso al passato, oltre alla sua perdita di memoria più evidente ogni giorno che passa, creano una tensione che viene però generalmente dissipata facilmente dall’uno o dall’altra. Quando i vuoti di memoria diventano più lampanti e drammatici, nessuno dei due può ignorare che Fiona sia stata colpita dal morbo d'Alzheimer. A quel punto Grant, che teme che la vita di Fiona sia in serio pericolo, intraprende quello che sarà un autentico viaggio d’abnegazione per permettere alla moglie di essere felice per l'ultima volta. È indubbiamente un film molto poetico, dai tratti delicati eppure forti, quello che ci propone alla sua prima esperienza Sarah Polley, la regia si rivela inaspettatamente oculata nel dosare luci sapienti, fotografia accurata, colori minimal eppure sempre accuratamente necessari. Le scelte d'immagini raccontano e riassumono l'intera trama, spesso e volentieri, sia nelle immagini della sciata iniziale e di quelle successive, sia in una malattia terribile, che i protagonisti tentano disperatamente di chiudere in un cassetto, come una vecchia padella.Con un intelligente dosaggio di flashback, salti in avanti e all'indietro, conditi dall'uso di pellicola d’epoca e di effetti anticati là dove serve, Polley è in grado di disegnare il lieve e terribile ritratto della solitudine della mente che ci abbandona, insieme all'amore, e di lasciare senza fiato e rapito dall'immenso dolore lo spettatore senza però stordirlo a morte.Di certo la scelta per interpretare il difficile ruolo di Fiona non poteva che cadere su Julie Christie, impeccabile in un ruolo che incorona la sua bellezza senza età e che trae dagli sguardi intensi assai di più di quanto le parole stesse, accuratamente doppiate, possano dire.Alice Munro ha fatto un reale capolavoro, traendo da un suo breve racconto questa bella sceneggiatura, curandone i dialoghi ed amandone i contenuti, tanto che molti, dopo la visione, non potranno non correre a leggere i numerosi testi citati, tra cui "Lettere dall’Islanda", per provare le medesime sensazioni».
Di seguito il trailer del film:



mercoledì 21 maggio 2008

IL PETROLIERE al Centrale


Giovedì 22 Maggio alle ore 21.30 al Cinema Centrale, il Circolo del Cinema di Lucca, presenta IL PETROLIERE di Paul Thomas Anderson (il regista di Magnolia), il film vincitore di due premi Oscar (tra cui quello di miglior attore protagonista al magnifico Daniel Day-Lewis) e dell'Orso d'Argento di Berlino.

Di seguito una recensione di Giancarlo Zappoli da MyMovies.it:

«Daniel Plainview è un cercatore d'argento che, alla fine dell'800 trova il petrolio nell'Ovest degli Stati Uniti. La sua ricchezza diventa considerevole grazie anche allo sfruttamento della presenza dell'unico figlio che lo aiuta a convincere i contadini a cedergli i terreni. Troverà però sulla sua strada un giovane predicatore che prima lo aiuterà e poi, temendo un troppo veloce arrivo della modernità, manipolerà contro di lui la comunità. Le sorti personali, anche se non quelle economiche, di Plainview subiranno un duro colpo quando il figlio, a causa di un incidente presso un pozzo petrolifero, diviene sordo. L'uomo, sempre più accecato da una misantropia assoluta, lo allontanerà da sé precipitando sempre piu' nell'avidità del possesso. Paul Thomas Anderson si ispira per questo film alle prime 150 pagine del romanzo "Oil!" di Upton Sinclair il quale tratteggiava la biografia a tinte forti del magnate Edward L. Doheny (1856-1935). Il regista che ci ha regalato un film come Magnolia non mentisce le proprie doti di narratore possente sostenuto da un cast all'altezza che vede in pole position la prestazione di Daniel Day Lewis. Il petroliere è un film fatto di bitume, di corpi che diventano tutt'uno con la terra e l'oro nero che la intride. Corpi pronti ad essere spezzati e anche dilaniati nella ricerca di un possesso avido quanto amorale. I primi venti minuti di proiezione, privi di parole, lasciano un'impressione profonda sullo spettatore quasi volessero offrire una lettura 'fisica' sulle origini di una specie ben definiti di capitalismo, quella che crea profitti enormi grazie allo sfruttamento delle viscere della Terra. È in questo grembo (in un film in cui non c'è alcuna protagonista femminile) che Daniel penetra per sottrargli prima l'argento e poi il petrolio. Ma non è questo l'unico sfruttamento. Ce n'è anche uno pulito che non si avvale di muscoli e ossa ma di parole: quello del giovane predicatore che riesce ad abbindolare i suoi fedeli facendo leva sulla loro ignoranza. Se nero è il liquido che sgorga dalla terra altrettanto nera è la divisa di questo falso servitore di Dio. La denuncia è tanto pesante quanto carica di toni che, come la preziosa colonna sonora che assurge al ruolo di coprotagonista, vanno dall'esasperato al tenue. Non è un film pacificatore quello del regista che ha assistito sul suo ultimo set (quello di Radio America) il grande Bob Altman. Ci sarà chi lo troverà troppo spettacolare per considerarlo d'essai e chi invece lo riterrà troppo duro per avere successo commerciale. Chi scrive ritiene che si tratti di un film spettacolare per cinefili. Sembra un ossimoro ma è così.»

Di seguito il trailer del film:


domenica 18 maggio 2008

REDACTED in anteprima assoluta!!!


Lunedì 19 Maggio alle ore 21.30 presso il Complesso di San Micheletto, il Circolo del Cinema di Lucca presenta, ad ingresso gratuito, REDACTED, il nuovo film del regista pluripremiato, autore di capolavori quali Carrie, Scarface e Gli intoccabili, Brian De Palma. Il film è stato presentato all’ultimo festival del cinema di Venezia riscuotendo un clamoroso successo di pubblico e critica, ma ciò non è bastato per dare alla pellicola una normale distribuzione nelle sale. L’opera, infatti, racconta di un fatto accaduto realmente del quale gli Stati Uniti non vanno certo orgogliosi, ma che cercano in tutti i modi di dimenticare: la violenza e l’uccisione di una ragazza irachena operata da soldati americani e il successivo sterminio della famiglia di lei.

Attraverso una regia incentrata sulle differenti variabili del mezzo di comunicazione dell’immagine video (televisione, youtube, filmati amatoriali), Brian De Palma costruisce un film nel film evidenziando il lato umano della guerra come nessun altro sia riuscito a fare fino ad ora cercando di trasporre su schermo la quotidianità dei soldati americani durante la guerra in Iraq. Il film è un’anteprima assoluta per Lucca e rientra nel ciclo dedicato al genere di guerra de “I Lunedì del Circolo”.

Una recensione scritta da Federico Chiacchiari e tratta da SentieriSelvaggi.it:

«Che un film così “spinoso”, pur di un autore celebrato e conosciuto, i cui precedenti film sono usciti tutti in sala, fatichi ad uscire negli Stati Uniti, è già un brutto sintomo sullo stato di salute della democrazia di quel Paese (Obama o non Obama…) che evidentemente non ha tanta voglia di misurarsi con la Guerra Sporca del XXI secolo. Ma che questa “censura” arrivi così pacificamente anche in Italia, dove NESSUNO si è preoccupato di distribuire un film premiato e di un autore famoso, ci pone con molta inquietudine di fronte a un quadro politico e mediatico ormai davvero uniforme.
Redacted, forse, non era il film più bello di Venezia (anche se la nostra redazione lo ha premiato come miglior film in Concorso) ma SICURAMENTE era il film più avanzato, politicamente, sullo stato della visione, sulle strategie odierne del vedere. Certo De Palma rifà il suo Vittime di Guerra nell’Iraq di oggi, e il suo sguardo è spietato, così come lo sono i “mostruosi esseri normali” che l’esercito americano alleva e manda in giro per il mondo. Ma è la logica di cosa si vede e cosa non si vede, come lo si vede…. Che sembra esplodere in questo film. E la sua “mancata visione” cinematografica da un lato sembra presagirne la volontà, indubbiamente censoria, di offuscare mediaticamente un prodotto scomodo, ma dall’altro, con la proiezione che va già nelle tv (e poi nei DVD), sembra anche indicare un ruolo, quello del cinema in sala, ormai di pura promozione, quasi una voce del marketing piuttosto che la vera fonte di senso della visione di un prodotto cinematografico. Mentre De Palma, da sempre, ma in Redacted con una lucidità che non abbiamo visto in alcun altro cineasta, indaga sulle strategie della visione, con un Home Movie che massacra il concetto di punto di vista (“Il punto di vista è esploso nei mille frammenti di un immaginario in mano a tutti (handy cam, cellulari, videocamere di sorveglianza, blog, Youtube, website…” come ha scritto con altrettanta lucidità Massimo Causo), il nostro meraviglioso “sistema cinema” trapassa la visione cinematografica e con un balzo teorico incredibile, scaraventa la problematica direttamente nelle altre forme di visione. Forse c’è una curiosa coerenza in questa strana “fine” di Redacted, che probabilmente potremo vedere nel cellulare ma non nella sala buia… O siamo dannatamente avanzati oppure la “censura/redacted” dilaga nei media italiani…. Voi che dite? Intanto da Sky, dalla Eagle e dalla Distribuzione AE Media, nessun commento….»

Il trailer del film:






domenica 11 maggio 2008

Focus sull'11 settembre 2001 con due film: IN PLANE SITE e ZERO

Lunedì 12 maggio, al Complesso di San Micheletto e giovedì 15 maggio, al Cinema Centrale, (in entrambi i casi alle ore 21,30) verranno presentati in prima visione a Lucca, rispettivamente, 9-11 In Plane Site e Zero – Inchiesta sull’11 settembre: due documentari che raccontano i retroscena delle atrocità del crollo delle Twin Towers a New York. I film rientrano nel ciclo “Società al tramonto” del Circolo del Cinema di Lucca.
Una recensione di 9-11 In Plane Site:
«Fare un documentario per smascherare tutte le cose poco chiare in merito ai fatti successi il 9/11/2001 è sicuramente operazione coraggiosa, ma non c'è solo del coraggio, qui si analizzano i documenti audiovisivi del disastro e si mettono in luce particolari agghiaccianti sulle torri e sul pentagono, non si cerca di dare una risposta (come in vece ha fatto Moore) al perchè ci sia stata una cospirazione e sopratutto chi si cela dietro a quella, in questo documentario si mettono in fila tutte le "prove" che quella raccontata dai media non può essere la verità: troppe incongruenze, troppe informazioni che ci sono state celate, e quando c'è qualcosa che non torna c'è spesso del marcio sotto.Non ci vengono date delle risposte, veniamo semplicemente messi di fronte a dei fatti, basandosi sempre su quelle poche immagini e video di cui siamo in possesso, vengono poi messe a confronto numerose informazionin dalle fonti più svariate e attraverso lo studio e l'analisi di quelle (informazioni e audiovisivo) che ci vengono fatti notare una serie di particolari sconcertanti, ai quali non è possibile dare risposta, ma che ci aiutano a capire (su basi un po' più certe) che quello che ci hanno raccontato è falso. [...] Un progetto rigoroso che se pur con qualche forzatura (ma non si tocca mai il patetismo di Moore) merita una visione e non mancherà certo di far pensare, di irritare o di lasciare tranquillamente indifferenti, certo non si arriverà alla verità con questo film, ma almeno aiuta a porsi delle domande.» (murdamoviez.blogspot.com)

Un video tratto da 9-11 In Plane Site:

Due recensioni di Zero - Inchiesta sull'11 settembre:
«Due ore avvincenti, di serrato montaggio; interviste, interventi: quelli di ex impiegati del Pentagono, ex agenti FBI, ingegneri, fisici, ma anche i sopravvissuti, tutti a raccontare un'altra versione dei fatti accaduta alle ore 8.46 a.m. di martedì 11 settembre 2001, in quel di Manhattan, cuore di New York.Un film che, più che contestare le note tesi, si preoccupa di offrirne altre, possibili, raccontate attraverso l'ironia e l'intelligenza di Dario Fo, Lella Costa e Moni Ovadia. Il titolo è eloquente: "zero evidence"; ci sono, infatti, zero prove sulla tesi ufficiale che gli americani ci hanno prontamente rifilato. Nato da un'inchiesta di Giulietto Chiesa, il film rappresenta una ricerca della giusta informazione: perché le persone possano farsi un'idea personale. Come è possibile che le due torri gemelle siano crollate in pochi secondi se erano state collaudate per un impatto aereo? Perché, durante il crollo, si sentivano esplosioni? Perché lo squarcio del Pentagono è lungo soltanto cinque metri? Chi erano, e sono, i dirottatori? Cos'è, veramente, Al Queida? Due ore in cui le interviste non solo non annoiano, ma stimolano preoccupanti sospiri. Zero è un documentario ricco di informazioni, magistralmente narrato e ben doppiato. Se già Michael Moore aveva "smascherato" l'accadimento, ricordandoci che i Bush e Bin Laden erano, in passato, in stretta amicizia (dal film Fahrenheit 9/11), anche lo scrittore Thierry Meyssan aveva pubblicato, esattamente un anno dopo, il libro dal titolo "L'incredibile menzogna". Zero è, comunque, più completo, meno prosaico e polemico. Davvero si attiene alla narrazione dei fatti o, comunque, è attraverso fatti concreti che dimostra le sue tesi. Ci sono due cose che colpiscono di questo film: innanzitutto apprendere che i mezzi di comunicazione non sono attendibili e poi la notizia che tutti i militari, preposti alla difesa degli U.S.A. in quel giorno, invece di essere licenziati sono stati promossi! Quella dell'11 settembre è una data che ha cambiato la nostra esistenza. È vero, come faceva notare Ken Loach in un cortometraggio dedicato a questa tragedia, che di stragi e morti simili ce ne sono state tante, riferendosi alla dittatura cilena, ma questa volta è stato tutto il mondo ad essere ingannato. Qualcuno ha detto che Zero non dà risposte, ma è una considerazione maligna, se si pensa che, almeno, svela cosa non è affatto accaduto. Da vedere, per dovere morale.» (Alessandra Giannelli da MyMovies.it)

«“Si parte da zero per ricostruire i fatti”, spiegano gli autori. "Zero – inchiesta sull’11 settembre" contesta, per punti, i risultati della commissione governativa. A cominciare dalle Twin Towers, costruite per resistere anche all’impatto di aerei e ad incendi. Tracce di zolfo rinvenute, immagini di flash e racconti di esplosioni fanno pensare ad una demolizione controllata (come pure per l’edificio 7). Stando ad una serie di elementi, c’è poi il sospetto che il Pentagono non sia stato colpito dal boeing 757 (le testimonianze parlano di due esplosioni). E’ però sugli attentatori che si fanno le scoperte più inquietanti. Ad esempio, 15 su 19 di essi provengono dall’Arabia Saudita: a Jeddah, nell’ufficio del consolato USA dove si rilasciano i visti d’ingresso, lavoravano agenti CIA e le richieste dei sospetti risultano quasi tutte non valide. Non solo, ma 4 persone identificate come terroristi suicidi si sono fatte poi vive, chiaramente smentendo gli investigatori, mentre un altro ancora è stato rintracciato dalla CBS. Più a monte, le domande sono: perché sono stati ignorati i vari allarmi - dalle scuole di volo ai piani su attacchi aerei - precedenti l’11 settembre, quando già dall’89 si svolsero esercitazioni su dirottamenti con obiettivi torri gemelle e Pentagono? Perchè Pearl Harbor (circa 2.400 vittime) portò a 8 inchieste e tutti i graduati responsabili vennero rimossi, mentre in questo caso sono stati promossi?Il documentario ha dalla sua l’autorevolezza degli artefici (tra l’altro Franco Fracassi all’epoca lavorava in un’agenzia e fu il primo a dare la notizia in Italia) e degli interlocutori, oltre alla qualità e quantità del materiale (quasi 100 interviste, 10 ricercatori, 3 troupe e una post produzione di 8 mesi). E’ un interessante e valido esperimento collettivo nella realizzazione e nella proprietà (centinaia i co-produttori, con quote acquistate su e-bay), coniuga l’intrattenimento con l’informazione e non vuole fornire risposte, ponendo invece interrogativi su menzogne, lacune, contraddizioni, anomalie, omissioni e assurdità che ci sono state propinate.La frase: "Nel 1996 hanno scoperto nel computer di Ramzi Yousef un piano Bojinka, che prevedeva il dirottamento di aerei e il loro schianto contro Pentagono, Casa Bianca, quartier generale della CIA e torri gemelle. Anche per questo il Pentagono organizzò un’esercitazione nell’ottobre del 2000, insieme al dipartimento aviazione della CIA, per simulare un attacco e trovare le contromisure." John Judge» (Federico Raponi da FilmUp.it)

Il trailer del film Zero:

mercoledì 7 maggio 2008

L'INNOCENZA DEL PECCATO di Claude Chabrol al Cinema Centrale



Inizia giovedì 8 maggio al cinema Centrale, ore 21.30 il nuovo ciclo del Circolo del Cinema “Società al tramonto” con la prima visione di uno dei più grandi registi francesi Claude Chabrol L'INNOCENZA DEL PECCATO (La Fille Coupée En Deux) con Ludivine Sagnier, François Berléand, Benoît Magimel, Mathilda May, Caroline Sihol, Valeria Cavalli.

A seguire una recensione del film:

«Dopo aver visto La commedia del potere, avevo deciso di chiudere con Chabrol. Alla fine, però, ci ho ripensato e ho dato a questo regista una seconda possibilità. Non me ne sono pentito. Si tratta di un film molto raffinato, intellettuale ma mai pretenzioso, nel quale si dipanano le storie assurde di uomini ossessionati dal potere e dal successo. Un triangolo amoroso in cui l'amore però conta ben poco. Possessione, prevaricazione, denaro sembrano gli unici rapporti attanziali in un costrutto narratologico tendente all'entropia dei sentimenti e dei corpi. Uno scrittore vizioso e annoiato in cerca di avventure, una ragazza ambiziosa e un po' "facile", un rampollo alto-borghese viziato che ha sempre avuto tutto dalla vita e non rinuncia mai a niente. Queste entità semiotizzate cozzano e si scontrano le une con le altre, determinando l'annullamento reciproco. In uno scenario bellocchiano, teatrale e patinato, la commedia del grottesco si trasforma in una tragedia ridicola, in cui tutti pagano le proprie colpe. L'unico punto debole del film potrebbe essere, a mio avviso, una certa inconsapevole caduta nella retorica, ma al di là di questo, il film merita veramente di essere visto.»
(Recensione di marchetti86, un utente di MyMovies.it)

domenica 4 maggio 2008

IL GRANDE UNO ROSSO al Complesso di San Micheletto


Lunedì 5 maggio alle ore 21.30, al Complesso di San Micheletto, inizia il nuovo ciclo del Circolo del Cinema di Lucca "Il cinema secondo i generi: il film di guerra", con la versione integrale, presentata due anni fa al Festival di Cannes, del capolavoro di Samuel Fuller, IL GRANDE UNO ROSSO con uno splendido Lee Marvin. Il film è del 1980, ma è stato rimontato e "allungato" secondo i progetti originali del regista nel 2004 facendo di una già pur ottima pellicola, un capolavoro del genere di guerra. L'ingresso è gratuito dietro presentazione tessera del Circolo sottoscrivibile al prezzo di 5 euro prima delle proiezioni.


Di seguito una recensione tratta da http://www.girodivite.it/, scritta da Antonio Cavallaro:

«Nel 1980, Samuel Fuller portò a Cannes il film che da almeno trent’anni voleva realizzare, la cui sceneggiatura era diventata nel frattempo anche un libro. Fuller fece delle interviste e appoggiò il film, ma in realtà la versione presentata e poi distribuita, aveva subito le imposizioni della casa di produzione, la Lorrimar, che ne avevano condizionato il risultato, operando tagli e censure.
Nel film, Fuller ripercorre la seconda guerra mondiale attraverso le gesta di quattro giovani soldati e del loro sergente, che combattono nella prima divisione di fanteria statunitense, nota come Big Red One. Fuller, che militò nel Grande Uno Rosso come reporter di guerra, mostra il cammino delle truppe americane impegnate contro il nazismo, prima in Nord Africa, e poi in Sicilia, Normandia, Belgio e infine in Cecoslovacchia, con la scoperta dei campi di concentramento.
Dopo la prima uscita del film, malgrado le dichiarazioni di facciata, Fuller era rimasto molto deluso e amareggiato per come il suo film era stato trattato dalla Lorrimar. Ma nel 2004, a sette anni dalla morte del regista, il critico cinematografico Richard Schickel, portò a termine un opera di “ricostruzione” del film senza precedenti. Da anni si rincorrevano voci su una montagna di pellicola girata da Fuller e scartata dai produttori, il ritrovamento di un rullo promozionale contenente scene inedite, fu la molla che diede l’inizio. Successivi rinvenimenti di altro materiale girato, avviò il progetto “ricostruzione”, attorno al quale Schickel radunò una squadra di addetti ai lavori da sempre grandi fans del regista, o personaggi come il compositore Dana Kaproff, contattato all’epoca della realizzazione del film da Fuller, ma poi accantonato dalla produzione.
Basandosi sulla sceneggiatura originale di Fuller, Schickel e i suoi collaboratori rimontarono e ricostruirono il Grande Uno Rosso, introducendo scene inedite che erano state eliminate dalla versione originale e che le meticolose ricerche d’archivio erano riuscite a portare alla luce. In alcuni casi, il materiale rinvenuto si integrava con scene presenti nella prima versione, chiarendone alcuni aspetti, conferendogli una maggiore profondità e nuova forza. Un esempio può essere il personaggio di Schoroeder, la versione “recostruction” restituisce al film l’incredibile figura di un alter ego nazista del sergente Possum. L’ausilio delle moderne tecniche di lavorazione, dal sonoro al colore, fino all’impiego del digitale (la possibilità di ricostruire per intero alcuni frame, ha facilitato l’utilizzo di alcune scene), hanno permesso d’ovviare al danneggiamento della pellicola causati dalla polvere e dall’usura del tempo.
La “ricostruzione” restituisce al cinema un grande capolavoro che rischiava di perdersi e restare leggenda. Lo stesso Schickel ha ammesso che non può trattarsi della versione del regista e che sarebbe ipocrita considerarla tale, ma tutti i maggiori critici e gli amanti della cinematografia di questo grande maestro americano, sono concordi con lui nel ritenerla la più fedele alla sua idea, la più “fulleriana”. Al film del’ 80 la Lorrimar aveva eliminato proprio questo aspetto, mancavano le bizzarrie, le morbosità, lo humor nero e altri elementi ancora, che fanno di un film, un film di Samuel Fuller.
Il sergente e i suoi quattro cavalieri, allegoria della guerra americana, nel loro cammino anti-eroico di battaglia in battaglia rappresentano il tema dei sopravvissuti, che dopo una guerra resta ed è l’unico legame con la Storia, l’unica gloria possibile per vincitori e vinti. Il sergente interpretato magnificamente dal grandissimo Lee Marvin, è l’uomo stanco, prosciugato dal primo conflitto mondiale, scampato a quella morte che si riflette nei tratti del suo volto, di ritorno in Europa per questa altra guerra, inseguendo i fantasmi di un passato che rivivono ad ogni scontro. Grazie all’opera di “ricostruzione”, il Grande Uno Rosso può essere annoverato tra i più grandi film di guerra mai realizzati, restituendo complessità e vigore all’originale ed unica visione cinematografica di quell’assurdo geniale uomo di cinema che fu Samuel Fuller.»


Di seguito il trailer del film:

sabato 3 maggio 2008

SOCIETÀ AL TRAMONTO: eventi speciali, film-verità sull'11 settembre e il film di guerra


Ultimo ciclo della stagione 2007/2008 del Circolo del Cinema di Lucca con prime visioni, eventi speciali e una rassegna dedicata al cinema di guerra dal 5 maggio al 5 giugno 2008.

Prosegue il doppio appuntamento settimanale del Giovedì al Cinema Centrale e del Lunedì al Complesso Monumentale di San Micheletto del Circolo del Cinema di Lucca con nove prime visioni e due incontri con i registi Franco Fracassi e Alina Marazzi che presenteranno i rispettivi film Zero – Inchiesta sull’11 settembre con la partecipazione straordinaria di Dario Fo, Lella Costa, Moni Ovaia e Gore Vidal e Vogliamo anche le rose (eccezionalmente mercoledì 21 maggio al Cinema Italia in collaborazione con il Cineforum Ezechiele).

Il programma completo al Cinema Centrale: L’innocenza del peccato di Claude Chabrol (giovedì 8 maggio); Zero – Inchiesta sull’11 settembre di Franco Fracassi (giovedì 15 maggio - saranno presenti il regista e il sindaco del Comune di Capannori Giorgio Del Ghingaro); Il petroliere di Paul Thomas Anderson con il vincitore del premio Oscar Daniel Day Lewis (giovedì 22 maggio); Lontano da lei di Sarah Polley un melodramma sull’amore senile con Julie Christie (giovedì 29 maggio); La zona di Rodrigo Plà (giovedì 5 giugno).

Al Complesso di San Micheletto prosegue l’incursione nei generi cinematografici con tre film di guerra in prima visione: lunedì 5 maggio, la versione integrale vista lo scorso anno al Festival di Cannes di un grande cult del genere, Il grande uno rosso di Samuel Fuller con Lee Marvin; lunedì 12 maggio un film scomodo, mai distribuito e scioccante, 9-11 In plane site di William Lewis, un documentario che affronta, basandosi solamente su concrete e reali immagini dell’attacco terroristico alle Torri Gemelle, le preoccupanti rivelazioni e angoscianti verità; lunedì 19 maggio il film tratto da un fatto realmente accaduto all’esercito militare americano durante la guerra in Iraq, diretto da Brian De Palma, Redacted, che ad oggi non ha ancora avuto una distribuzione nelle sale.

Ogni settimana sul Gufetto (il blog ufficiale del Circolo del Cinema circolodelcinema.blogspot.com) verranno presentati i trailer dei singoli film in programmazione e una breve recensione “d’autore” per la lettura del film.

Per maggiori informazioni http://www.circolocinemalucca.it/.

domenica 27 aprile 2008

BROKEN TRAIL - UN VIAGGIO PERICOLOSO di Walter Hill

Lunedì 28 aprile 2008 alle ore 21.30 al Complesso di San Micheletto, in esclusiva assoluta e ad ingresso gratuito, il Circolo del Cinema di Lucca presenta BROKEN TRAIL, UN VIAGGIO PERICOLOSO di Walter Hill, il regista de "I guerrieri della notte".

Di seguito il trailer del film:




domenica 20 aprile 2008

NESSUNA PIETA' PER ULZANA di Robert Aldrich a San Micheletto


Lunedì 21 aprile alle ore 21.30 presso il Complesso di San Micheletto di Lucca, il Circolo del Cinema presenta NESSUNA PIETA' PER ULZANA di Robert Aldrich ad ingresso gratuito.

Una recensione di Tullio Kezich tratta da Mymovies.it:

«Come molti western, tra i quali Ombre rosse, Ulzana’s Raid esordisce con un inizio classico: la fuga di una banda di apaches dalle riserve. Gli danno la caccia il vecchio scout Burt Lancaster e il giovane tenentino Bruce Davison, divisi dall’età e dall’esperienza, uniti dalla tensione a ricavare dall’avventura una qualche lezione esistenziale. Perché Ulzana è cosi crudele da torturare a morte i bianchi finiti nelle sue mani? Perché i soldati, se appena la disciplina dovesse allentarsi, si precipiterebbero a sbranare i cadaveri degli apaches? Nell’universo di Robert Aldrich Dio non esiste: ed è indicativa in proposito la sequenza derisoria del farmer che ringrazia ad alta voce il Signore intervenuto a salvarlo dagli indiani al suono della tromba della cavalleria (subito dopo sapremo che era solo un trucco degli assedianti per snidarlo dalla fattoria e massacrarlo). In assenza di ogni principio religioso esiste soltanto un’etica di comportamento: è il pragmatismo dello scout che prevale sugli astratti idealismi dell’ufficialetto, che non a caso è figlio di un uomo di chiesa. In un momento poco felice per il film western, Nessuna pietà per Ulzana si raccomanda agli appassionati del genere. Aldrich sfoga il suo sadomasochismo nei particolari crudeli, ma racconta il raid in maniera mossa e ariosa senza dimenticare la grande lezione di John Ford. Fra il Nevada e l’Arizona, dov’è stato interamente girato, il film respira in larghi orizzonti.»

(Da Tullio Kezich, Il Mille film. Dieci anni al cinema 1967-1977, Edizioni Il Formichiere)


Una scena del film:



martedì 15 aprile 2008

LUSSURIA di Ang Lee



Giovedì 17 Aprile alle ore 21,30 presso il Cinema Centrale verrà proiettato in prima visione a Lucca, Lussuria – Seduzione e Tradimento di Ang Lee con Tony Leung. Il film rientra tra gli appuntamenti del Circolo del Cinema di Lucca del Giovedì nel ciclo “Prime visioni, altre visioni”.



Recensione di Fabio Ferzetti:


«Che cosa significa davvero recitare, quali forze scatena lavorare su un ruolo, fino a dove si può spingere l'identificazione, che cosa rischia di scoprire un attore su se stesso quando pretende di essere un altro? Può sembrare curioso accostarsi così al nuovo film di Ang Lee premiato con un discusso leone d'oro a Venezia, Lussuria - Seduzione e tradimento. Eppure al cuore di questo sontuoso kolossal asiatico che ricostruisce in studio con glaciale perfezione la Shanghai anni 40 occupata dai giapponesi, c'è proprio il gioco di maschere e disvelamenti, finzioni esibite e segreti trasalimenti, che alimenta ogni cerimoniale erotico (in questo senso siamo tutti "attori"). Specie se i due partner, come accade qui, non sono comuni amanti ma nemici mortali. Naturalmente, da Senso in poi, l'attrazione rovinosa fra personaggi che si dovrebbero odiare non è certo una novità. Qui però non c'è nessuna parità: la giovane partigiana cinese incaricata di sedurre e intrappolare il maturo uomo d'affari che collabora con i giapponesi, è una spia con un piano preciso da eseguire. Di più: è un'attrice scelta non solo per la sua bellezza innocente ma per il suo talento, affinato con i futuri compagni di lotta in un gruppo teatrale agit-prop attivo nella Shanghai fine anni 30. È perché può recitare quel ruolo che Wang (l'esordiente Tang Wei, notevole) viene spinta fra le braccia del cupo signor Yee, collaborazionista e torturatore (un indurito e invecchiato Tony Leung). Ed è perché il suo partner sadico pure a letto, ma capace di un trasporto inatteso non recita affatto, che l'inesperta Wang si ritrova travolta da un gioco molto più forte di lei. Il film insiste anche sulla causa di questo cedimento: se i suoi ardenti ma casti compagni di lotta, accecati dal puritanesimo dei ribelli, non avessero trascurato la donna errore fatale! forse l'attrice non sarebbe stata sopraffatta dalla passione. Non a caso nefandezze e torture perpetrate dal suo amante sono solo dette, mai mostrate, mentre alla goffa violenza dei partigiani ragazzini è dedicata un lungo, barbarico, teatralissimo omicidio collettivo. Il resto, amplessi sfrenati, sgomento, doppio tradimento, ne consegue così logicamente che Lussuria, bel paradosso, è il film più rovente e insieme più "freddo" di Ang Lee, proprio perché astratto come un teorema. Ma anche forse il più personale. Non solo perché il regista, come Flaubert, ripete "Wang sono io". Ma perché questo gioco mortale di odio e attrazione, imitazione e assimilazione, sembra alludere da un lato al cinema di Ang Lee, ex-attore e regista capace di rifare alla perfezione tutti i generi del cinema occidentale. E dall'altro, pensiamo al vagabondare di Wang fra le vetrine in sottofinale, ai rapporti Oriente/Occidente dalla seconda metà del '900 in poi.»



(Fabio Ferzetti da Il Messaggero, 4 gennaio 2008)

Il trailer del film: